Pierluigi Bersani, segretario partito democratico

BOLOGNA, 31 AGOSTO – Erano da poco passate le 21.30 ieri sera a Bologna e Bersani era appena salito sul palco della Festa dell’Unità organizzata dal Pd, quando una ventina di militanti del Movimento Cinque Stelle e del movimento No Tav ha sollevato in aria cartelli e striscioni con su scritte frasi come “Cercasi opposizione. Richiesti: onestà, impegno, decenza, mani libere” e “Astenersi PerDitempo”, con la P e la D maiuscole in riferimento al logo dei democratici. Il tutto accompagnato dalla distribuzione di volantini con sopra stampate la foto di Bersani e la scritta “Fassissta!”.

La contestazione, durata per una decina di minuti, ha provocato l’intervento del servizio d’ordine del Pd, che ha chiesto ai manifestanti di allontanarsi. Al che sono cominciati a volare gli insulti e anche qualche spintone, tanto che uno dei “grillini” è caduto a terra, rialzandosi però poco dopo senza riportare lesioni.

Le due versioni dei fatti: 5 Stelle vs Pd

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Tra i contestatori anche Giovanni Favia, consigliere regionale del M5S, il quale ha spiegato: “Bersani ci ha invitati l’altro giorno dicendo ‘se ce l’avete con noi uscite dalla rete e venite a dircelo’ e noi per essere educati ci siamo presentati e abbiamo scritto la nostra idea su dei cartelli per non fare rumore. Volevamo sederci pacificamente, ma non c’erano più posti a sedere e quindi siamo stati in piedi”.

Diversa la versione dei fatti presentata da Raffaele Persiano, responsabile dell’organizzazione del Pd bolognese: “I militanti 5 Stelle e No Tav provocatoriamente sono entrati con i loro manifestini e le bandiere. La gente seduta si è alzata e si è lamentata, spingendoli fuori. Noi siamo intervenuti per metterli in sicurezza dalla gente”.

Persiano conclude con una dura critica nei confronti dei contestatori: “Prendiamo atto che, per fare notizia, ancora una volta grillini e No Tav abbiano bisogno di disturbare una tranquilla festa democratica”.

Beatrice Amorosi