Francesco Schettino Comandante Costa Concordia

SORRENTO, 3 AGOSTO – Il capitano della Costa Concordia, Francesco Schettino, é stato paparazzato dai fotografi del Sun alla guida di un motoscafo nel mare di Sorrento con un suo amico.

L’ex sindaco di Meta di Sorrento e amico del comandante, afferma senza nessuna meraviglia che era a bordo del motoscafo del suo avvocato Bruno Leporatti. Leporatti a sua volta nega: «Non sono stato al mare con Schettino»– ha tenuto a precisare: «Non ci sono io in barca con il comandante Francesco Schettino. Non possiedo né un motoscafo né un gommone né un pattino, né ho preso a noleggio un’imbarcazione. Tanto meno sono stato in mare con Schettino nella penisola Sorrentina. Escludo che Schettino abbia pilotato il motoscafo, anche se lo potrebbe fare. A Schettino non è stato sospeso il titolo nautico per condurre un’imbarcazione, anche di grossa stazza, quindi in teoria avrebbe potuto essere al timone di un motoscafo».

A Francesco Schettino, il comandante della nave Costa Concordia naufragata all’isola del Giglio il 13 gennaio scorso causando 32 vittime, sono stati revocati gli arresti domiciliari ordinati dal 17 gennaio 2012. Lo si legge nell’ordinanza del gip Valeria Montesarchio diffusa dalla difesa del comandante.

IL MEMORIALE DI SCHETTINO – Schettino ha sempre affermato di avere fiuto «Se avessi continuato su quella rotta, avremmo colpito lo scoglio con la prua. Sarebbe stata un’ecatombe». Lo scrive il comandante della Costa Concordia, ricostruendo le fasi della manovra davanti al Giglio, in una memoriale inviato ai suoi difensori.

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«I dati dell scatola mi rincuorano. Come ho sempre detto – scrive Schettino -, ho applicato un piano che man mano si disegnava nella mia mente. Altrimenti non avrei potuto né riferirlo ne ricordarlo. Attaccare me e il mio comportamento è stata la cosa più facile fin dall’inizio. Questa vicenda ha responsabilità e dinamiche molto più complesse. Io sono stato sempre sicuro delle mie dichiarazioni, tanto che ho sperato fino all’ultimo che fossero salvati i dati della scatola nera». Schettino scrive anche che la sera del 13 gennaio «la nave si è ribaltata di colpo. Ha fatto mancare il terreno sotto i piedi a me e a tutti coloro che erano con me sul lato destro. E’ triste per un comandante dover ricorrere alle testimonianze di altri per essere creduto».

Sono parecchi i dubbi che tormentano i parenti delle vittime e tutt’altro è il clima che avvolge l’Isola del Giglio, dove la Costa Concordia è ancora adagiato su un fianco di fronte ad abitanti e turisti. Ieri sera dal porto di Ortona è salpata Micoperi 30, un’imbarcazione lunga oltre 120 metri che farà da piattaforma operativa per le attività marine che garantiranno la rimozione del relitto.

Sabrina Pavani
pavani.sabrina@gmail.com