Michael Phelps

LONDRA, 3 AGOSTO –  Micheal Phelps entra di diritto nella leggenda dei giochi olimpici. Il cannibale statunitense ha centrato il record che mai era riuscito ad un atleta: quello dei 3 ori in 3 edizioni nella stessa gara, impresa che nella storia moderna apparteneva solo a due regine del nuoto, l’australiana Dawn Fraser nei 100 stile libero dal 1956 al 1964 e alla divina ungherese Kristina Ezerszegi nei 200 dorso (’88-’96). Un primato strepitoso, come del resto la conquista di 8 ori a Pechino, 4 anni fa. 

Con l’oro nei 200 misti, l’argento nei 200 delfino e l’oro nella 4×200 sl Phelps diventa inoltre l’atleta più medagliato di tutti i tempi nei Giochi Olimpici: 16 ori, 2 argenti, 2 bronzi. Surclassato il record di Larisa Latynina di 9 ori, 5 argenti, 4 bronzi.

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L’obiettivo dichiarato delle 20 medaglie è stato centrato ieri sera all’Aquatics Centre di Londra. Phelps con il tempo di 1’54″27 ha battuto uno stanco Ryan Lochte (1’54″90), erede designato e primatista mondiale nella distanza, che tornava in vasca dopo la medaglia conquistata negli estenuanti 200 dorso. Alle spalle dei fenomeni americani l’intramontabile ungherese Laszlo Cseh.

Michael Phelps chiude la carriera nell’unico modo possibile per i miti dello sport: conquistandosi anche l’ultimo record che gli mancava davanti al rivale di sempre.

Lo sport ha restituito a questo straordinario campione ciò che la vita gli aveva tolto nella sua difficile infanzia. Michael è stato abbandonato troppo presto dal padre e solo grazie ai sacrifici della madre è riuscito a ritrovare il sorriso e la forza per diventare lo Zeus di Olimpia. Grazie di esistere Cannibale!

Maria Francesca Cadeddu
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