NAPOLI, 2 AGOSTO – Ieri sera il rione Forcella di Napoli è stato teatro di un violento agguato nel quale ha perso la vita Gustavo Nembrotte Menna di 47 anni ed è rimasto ferito Emanuele Tarantino, 31 anni e genero di Nembrotte.

La Squadra Mobile di Napoli sta indagando sui collegamenti criminali dei due uomini perché l’agguato, avvenuto precisamente in Vico delle Zite, presenta elementi di stampo mafioso.

LA RICOSTRUZIONE – Stando alla ricostruzione della Polizia di Napoli, che si sta occupando del caso, l’aggressione si è svolta molto in fretta.

Due giovani a bordo di uno scooter hanno avvicinato Nembrotte Menna e Tarantino in Vico della Zite e hanno sparato.

Emanuele Tarantino è stato colpito da tre proiettili al collo, al torace e a una spalla; il suocero ha rincorso gli aggressori ed è stato raggiunto da vari colpi al volto.

I soccorsi hanno trasportato i due uomini al vicino ospedaleAscalesi”, ma durante il tragitto Gustavo Nembrotte Menna è deceduto.

Tarantino è stato invece operato nella notte ma le sue condizioni sono state definite ancora piuttosto gravi dai medici.

I PRECEDENTI DEI DUE UOMINI – Per scovare a fondo le relazioni con la Camorra, la Polizia di Napoli sta ricostruendo i precedenti penali dei due uomini, soprattutto di Tarantino che, considerata la dinamica dei fatti, era il vero bersaglio dell’esecuzione mentre il suocero è morto cercando di  inseguire gli aggressori.

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Quest’ultimo, comunque, in passato era stato ritenuto membro del clan dei Mazzarella, e lo scorso Febbraio era stato destinatario di una proposta di soggiorno obbligato e sequestro dei beni da parte del Questore di Napoli.

Emanuele Tarantino ha precedenti per spaccio di droga; non a caso Vico delle Zite, luogo dell’agguato, è abituale zona di spaccio di cocaina.

C’è, infine, un particolare dell’aggressione di ieri sera che di primo acchito può risultare irrilevante o “curioso”, ma che invece parla da sé riguardo a cosa sia davvero la Camorra a Napoli e quali profonde radici abbia potuto gettare.

Subito dopo l’aggressione, infatti, alcune donne del rione hanno prontamente ripulito la strada dal sangue delle vittime, per ostacolare le indagini.

E in effetti la Scientifica ha trovato parecchie difficoltà nell’eseguire le rilevazioni, ma nonostante tutto è riuscita a rinvenire delle tracce ematiche e alcuni bossoli che saranno oggetto di accurate analisi.

Ilaria Facchini