SIRIA, 2 AGOSTO – Prosegue in Siria il conflitto che ormai da diverse settimane imperversa tra le forze filogovernative e i ribelli. Questa mattina le truppe dei rivoltosi, dopo essersi impossessate di un carro armato dell’esercito, hanno bombardato l’aeroporto militare di Menagh, 30 km a nord-est di Aleppo, da dove decollano gli elicotteri e i caccia che attaccano la città. È quanto si apprende dall’Osservatorio Siriano per i Diritti dell’uomo (Osdh).

Intanto un inviato della tv panaraba Al Jazeera riferisce che i ribelli hanno preso il controllo di un altro posto di frontiera, al confine con l’Iraq. Il luogo, già teatro di uno scontro a fine di luglio, era stato riconquistato dalle forze filogovernative.

L’Osdh annuncia poi l’uccisione di 43 civili durante un’incursione delle forze lealiste nei pressi di Damasco. In un comunicato si legge che “le truppe del regime sono entrate a Jdaidet Artouz e hanno arrestato un centinaio di giovani, che sono poi stati condotti in una scuola e torturati”.

Gli Usa sostengono i ribelli

[smartads]

“Gli Stati Uniti hanno fornito 64 milioni di dollari alla popolazione siriana in assistenza umanitaria e assistenza non letale all’opposizione” – è quanto riferisce il portavoce della Casa Bianca Jay Carney, che critica duramente Bashar al Assad, definendolo “codardo”.

Starebbero poi proseguendo le missioni segrete avviate dal presidente Obama, che nei mesi scorsi ha autorizzato la Cia e altre agenzie di intelligence a fornire sostegno ai ribelli siriani, secondo quanto rivela la Cnn.

Al momento – riferiscono fonti diplomatiche Usa – gli americani terrebbero informati i rivoltosi sui movimenti delle truppe lealiste.

Beatrice Amorosi