SANA’A, 1 AGOSTO – Arrivano notizie confortanti da San’a, capitale dello Yemen, dove domenica scorsa era stato rapito Alessandro Spadotto, 29enne carabiniere addetto sicurezza dell’Ambasciata italiana. A darle è proprio uno dei rapitori del militare, Ali Naser Huraidkan, in una dichiarazione telefonica all’agenzia di stampa yemenita Mareb Press: «Ho avuto un incontro ieri con una commissione di mediatori e ci rivedremo oggi. Ieri abbiamo raggiunto alcuni obiettivi e spero che la questione venga risolta in modo da poterlo liberale oggi o domani».

Spadotto, quindi, potrebbe essere rilasciato nel giro di un paio di giorni. Huraidkan, che ha dichiarato di non appartenere né ad un’organizzazione terroristica, né ad un partito politico, ha già fatto le sue richieste al governo yemenita: la cancellazione dalla lista dei ricercati, l’annullamento del divieto di espatrio ed un indennizzo di 70mila dollari, quest’ultimo legato al denaro che le autorità locali gli avrebbero confiscato durante la sua detenzione in carcere.

Nonostante il tono conciliante, Huraidkan è uno con cui non si può scherzare: membro della tribù al-Jalal, attiva nella regione petrolifera di Maarib, ad est della capitale, è ricercato per banditismo e l’assassinio di diversi soldati. Sebbene sia stato catturato a gennaio, venne liberato in cambio del rilascio di un operatore Onu norvegese rapito da alcuni membri della sua tribù. Il sequestratore, comunque, afferma di non avere nulla contro il militare italiano e il nostro paese, definendo Spadotto «solo un mezzo di pressione» sul governo di Sana’a, che mai aveva ascoltato le sue richieste.

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A proposito delle condizioni del carabiniere italiano, Huraidkan ha offerto massime rassicurazioni, al limite dell’ironia: «Sta benissimo, è trattato molto bene, ha tutto ciò che chiede, compreso Internet e telefono, e sta meglio di quanto possa stare in Italia». Anzi, ieri Spadotto era riuscito a inviare un sms alla sua fidanzata in Italia, rassicurandola sulle sue condizioni.

Intanto la Farnesinia non si abbandona all’ottimismo e mantiene sulla vicenda il massimo riserbo, mentre il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, rimane in costante contatto con l’omologo yemenita, Abu Bakr al-Qirbi.

Alessandro Spadotto, originario di San Vito al Tagliamento (Pordenone) e in forza al 13esimo battaglione di Gorizia, era stato rapito domenica scorsa, mentre era fuori servizio in abiti civili e faceva acquisti in una zona commerciale di Sana’a.

Giovanni Gaeta