BOLOGNA, 1 AGOSTO – Il 6 agosto alle 6.30 (ora italiana) il robot scientifico “Curiosity” mai costruito prima dall’uomo, è pronto per sbarca in missione planetaria su Marte alla ricerca di acqua e vita.

La NASA afferma, tramite il suo direttore John Grusfeld che è la missione più difficile che abbiano mai concepito definendola “i 7 minuti di terrore”.

Curiosity è un robot di 900 kg con sei ruote che avanzano alla velocità di 200m al giorno e con strumenti mai utlizzati prima: le batterie al plutonio. Il modulo che trasporta Curiosity, dovrà rallentare e lo calerà appoggiandolo sul suolo marziano, nei 7 minuti di terrore dopo i 567 milioni di chilometri percorsi in 9 mesi, dovrà poi fare i conti da solo, usando le 500mila istruzioni inserite nel suo cervello.

Le trasmissioni radio da Marte alla Terra impiegheranno 14′, qualsiasi cosa accada in questi minuti, i tecnici della Nasa lo sapranno a operazioni concluse.

Il Mars Science Laboratory il team di volo sta inoltre continuando a monitorare i sistemi di bordo di Curiosity, la traiettoria del volo e determinare le fasi di ingresso, discesa e atterraggio. La traiettoria è stata di recente corretta e le ultime modifiche garantiranno secondo la Nasa l‘atterraggio nei pressi del punto prestabilito, il cratere Gale.. Gale circa tre miliardi di anni fa forse ospitava un grosso oceano. Con un diametro di 154 chilometri, il cratere ospita dei sedimenti che hanno lasciato ipotizzare una precedente presenza d’acqua. Inoltre, gli strati che si trovano alla base di questa montagna, contengono argilla e solfati, tutti elementi che si richiamano alla presenza d’acqua.

Numerose sono state le missioni verso Marte intraprese dall’Unione Sovietica, Stati Uniti, Europa e Giappone per studiarne la geologia, l’atmosfera e la superficie.

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Circa i due terzi delle missioni tuttavia sono risultate degli insuccessi costituiti da perdite e da vari inconvenienti tecnici. Anche per questo motivo il pianeta conserva il suo fascino, il suo mistero e, più in generale, un’ulteriore motivazione per proseguire le ricerche. Le probabilità di trovare tracce di vita attuale su questo pianeta, così come oggi esso ci appare, sono estremamente ridotte; tuttavia, se fosse confermata la presenza di acqua in tempi remoti, aumenterebbero le probabilità di trovare tracce di vita passata. Nel luglio 2008 la NASA annuncia che ha le prove della presenza dell’acqua su Marte. Il 1º agosto 2008 la sonda Phoenix individua l’acqua, sotto forma di ghiaccio, sulla superficie di Marte. Nell’ottobre 2008 è stata accertata dalla sonda Phoenix neve nelle nuvole marziane, che si è però dissolta prima di raggiungere il suolo. Il 23 gennaio 2008 la NASA ha pubblicato alcune foto eseguite dal robot Spirit nel novembre del 2007. Sulla sinistra della foto alcuni blogger credono di individuare una figura di forma umanoide. La NASA ha reso noto che la presunta forma di vita extraterrestre è in realtà un sasso alto 5 cm scolpito dal vento. Si tratta insomma di pareidolia.

É possibile inoltre seguire in diretta sul sito della Nasa l’atterraggio del dispositivo su Marte. A bordo del dispositivo ci sarà anche il Codice del volo di Leonardo da Vinci, accompagnato dalla copia di un suo autoritratto, non si sa mai che incontriamo un marziano.

Focus di Sabrina Pavani
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