DENVER, 31 LUGLIO – 142 capi di accusa in totale: 24 per omicidio di primo grado e 116 per tentato omicidio. James Holmes, il 24enne autore della strage di Aurora alla prima dell’epilogo della trilogia di Batman, non batte ciglio. Completamente assente, in silenzio, con lo sguardo vitreo e perso nel vuoto, durante questa seconda giornata in aula. Nessun battito di ciglia o fremito di fronte al suo impianto accusatorio: solo un sibillino “si” come risposta a una domanda procedurale del giudice William Sylvester che ha fissato la prima udienza preliminare il 12 novembre.

Solo con i 24 capi di accusa – due per ognuna delle 12 vittime della strage nella sala cinematografica – Holmes rischia la pena di morte o l’ergastolo, nel caso in cui sarà riconosciuto colpevole. L’accusa non ha ancora reso noto se intende chiedere la pena capitale, certo è che se gli verrà riconosciuta l’infermità mentale, James Holmes, passerà tutto il resto della sua vita in prigione. L’impianto accusatorio presentato ieri, intende evidenziare l’azione premeditata e pianificata non solo dell’attentato nella sala cinematografica di Aurora, ma anche della scampata “abitazione-bomba” che aveva allestito nel suo appartamento di Denver e che, se non disinnescata, avrebbe sicuramente causato altre vittime. Nel frattempo, la difesa, dal suo canto, sembrerebbe optare per il riconoscimento dell’infermità mentale: durante l’udienza di ieri, durata in totale 45 minuti, infatti, i legali di Holmes hanno depositato presso il tribunale dei documenti che attesterebbero che il giovane scienziato era in cura presso uno psichiatra, Lynne Fenton, al quale avrebbe spedito un pacco prima della strage. Pacco che, però, lo psichiatra non ha mai ricevuto e che sarebbe stato sequestrato dalle autorità locali e che, presumibilmente, conteneva un notebook con un video in cui veniva descritta una strage.

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Intanto continuano le indiscrezioni mediatiche circa la vita privata del giovane attentatore – un incontro piccante con una escort dai capelli rossi e da qui deriverebbe l’idea di tingersi i capelli –  indiscrezioni che vedranno il prossimo 9 agosto una nuova riunione della corte in aula per deliberare sulla richiesta dei media di rendere pubblico il file relativo al caso del presunto pc inviato allo psichiatra di Holmes. Per l’udienza di ieri ai fotografi e ai cameran non è stato permesso di entrare nell’aula, mentre erano presenti tra il pubblico amici e familiari delle vittime del massacro.

Federica Palmisano
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