SANA’A, 30 LUGLIO – La Farnesina non ha fatto in tempo a tirare un sospiro do sollievo per la felice conclusione della vicenda dei due tecnici Ansaldo, Oriano Cantani e Domenico Tedeschi, rapiti nei pressi di Damasco il 18 luglio scorso, che un nostro connazionale è rimasto vittima di un sequestro in Yemen.

Si tratta di Alessandro Spadotto, 29 anni, carabiniere in forza al 13esimo battaglione “Gorizia” e addetto alla sicurezza dell’Ambasciata italiana in Yemen a Sana’a.

Spadotto, originario di San Vito al Tagliamento (Pordenone), è stato rapito ieri da uomini armati verso le 14, mentre era fuori servizio e faceva acquisti in borghese nella zona commerciale vicina all’ambasciata.

A ricostruire le ore successive al rapimento ci ha pensato il sito di informazione yemenita Lahajnews, servendosi di fonti vicine alla polizia di Sana’a: da queste ricostruzioni sembrerebbe che gli addetti dell’ambasciata italiana abbiano denunciato il sequestro del carabiniere soltanto due ore dopo, verso le 16.

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La Farnesina, dopo la conferma del rapimento, si è subito mobilitata per contattare le autorità yemenite, in modo da affrontare sinergicamente la pericolosa situazione, anche perché la polizia locale ha riferito che, al momento, non è giunta nessuna rivendicazione né da parte dei gruppi jihadisti vicini ad Al Qaeda, né dalle milizie tribali operanti nello Yemen. Secondo la teoria più accreditata, dunque, sarebbe una banda di criminali locali ad aver sequestrato il militare friulano. Resta il timore che, se si trattasse di una “semplice” banda di predoni interessati al denaro, i sequestratori possano vendere il carabiniere a più pericolose milizie terroristiche di Al Qaeda.

Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha contattato telefonicamente il suo omologo yemenita, Abu Bakr al Qirbi per riesaminare le dinamiche del rapimento e le pianificare insieme le iniziative per ottenere il rilascio del militare, garantendo tutto il sostegno possibile da parte dell’Italia nella lotta al terrorismo e alla criminalità. «Come sempre in questi casi» ha rassicurato Terzi «la priorità assoluta deve essere anzitutto quella di tutelare l’incolumità del nostro connazionale».

Giovanni Gaeta
giogaeta@interfree.it