ROMA, 28 LUGLIO – Nei primi sei mesi del 2012 si è assistito al drastico calo delle nuove pensioni. È quanto rilevano i dati Inps, secondo cui gli assegni liquidati sono diminuiti quasi del 47% rispetto allo stesso periodo del 2011. Il crollo è effetto delle riforme entrate in vigore nel 2011, mentre quelle firmate dal ministro Fornero si faranno sentire soltanto a partire dal 2013.

In particolare si tratta delle conseguenze relative alla cosiddetta “finestra mobile” (12 mesi di attesa per i lavoratori dipendenti e 18 per gli autonomi, una volta raggiunti i requisiti per la pensione) e allo “scalino” per la pensione di anzianità introdotto dalla riforma Damiano (innalzamento dell’età minima da 59 a 60 anni, a fronte di almeno 36 anni di contributi).

Il calo ha riguardato soprattutto le pensioni di vecchiaia, diminuite del 51%.

Al momento l’età media di accesso alla pensione in Italia si attesta a 61,3 anni, contro i 60,4 del 2011, 2 anni in più rispetto alla Francia e sempre più vicina a quella tedesca (61,7).

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Il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua ha espresso la propria soddisfazione per i risultati ottenuti, dimostrazione del fatto che “le riforme hanno funzionato” e che “il sistema previdenziale è stato messo in sicurezza”. Mastrapasqua ha inoltre affermato che si tratta di “un segnale per l’Europa e per i mercati” e che “il nostro sistema di welfare a questo punto è un esempio virtuoso di welfare previdenziale per gli altri Paesi”. “Riteniamo di poter chiudere il bilancio Inps 2012, senza tenere conto dell’Inpdap, con il segno più”, ha aggiunto infine il presidente.

Beatrice Amorosi

 

Beatrice Amorosi