VENEZIA, 27 LUGLIO – Lo stilista italo-francese Pierre Cardin con la sua ambizione, il carburante che fa realizzare i suoi sogni per il suo progetto di una tripla torre di 245 metri che dovrebbe sorgere a Marghera, non lontano da Venezia.

Un progetto faraonico da circa 3 miliardi di euro di cui io sarà proprietario del terreno. Lo stilista nato a Sant’Andrea di Barbarana, in provincia di Treviso, e naturalizzato francese, ha scelto di far costruire questa tripla torre nella sua regione natale perchè «a Parigi non c’era posto» e per «l’entusiasmo del sindaco di Venezia e delle autorità italiane» che «ha nutrito la speranza che questo progetto veda la luce un giorno in questa zona industriale all’abbandono (Porto Marghera, ndr.) che deve essere bonificata e rivalorizzata. Questa torre sarà il simbolo della nuova Venezia, come il campanile di San Marco».

Un palazzo-scultura con 60 piani abitabili con spazi atelier, un’università dedicata alla moda e 34mila mq riservati ad una struttura alberghiera. Uffici, negozi, un centro congressi, un cinema multisala e ristoranti troveranno spazio in questa torre ideata dallo stilista novantaduenne.

IL PRIMO SI – Il progetto è stato presentato in Conferenza dei Servizi e tutti i presenti si sono dichiarati in linea di massima favorevoli all’ipotesi progettuale. Basilicati ha confermato che la Soprintendenza non c’era, ma in altra sede si era già espressa a sostegno del progetto. L’Enac era assente ma ha inviato una lettera per comunicare l’intenzione di valutare la possibilità di andare in deroga”.  Manca ancora l’ok dell’Enac per l’altezza della Torre, 250 metri.

FAVOREVOLI – Il presidente di Confindustria Venezia vede nel Palais Lumière una chiave di volta per rilanciare Marghera e Venezia. «Perché finiamo per gettare al vento ogni occasione concreta di rilancio? Tante città sono partite dal recupero di aree industriali dismesse per creare poli innovativi di attrazione di capitali e intelligenze: oggi servono questi nuovi impulsi ».

Il governatore Luca Zaia invece pensa alla posa della prima pietra già a settembre. Probabilmente non sarà subito dopo la fine dell’estate, ma in autunno per i tempi tecnici che devono essere rispettati.

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CONTRARI – Prima grossa frenata sul progetto, è l’opposizione di Italia Nostra che, in un lettera al presidente Napolitano, prefigura la possibile cancellazione di Venezia dai siti dell’Unesco. La presidente nazionale dell’associazione Alessandra Mottola Molfino ha preso carta e penna e scritto al presidente della Repubblica, al premier Monti e ai presidenti di Camera e Senato, chiedendo loro di fermare il grattacielo dello stilista alto 255 metri. «Una volta realizzato cambierà per sempre la percezione della città, stravolgendo lo skyline paesaggistico — ha scritto —. Sarà visibile ovunque sovrastando ogni altra costruzione e porterà alla cancellazione di Venezia dai siti dell’Unesco».

Sabrina Pavani
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