MILANO, 27 LUGLIO – E’ stato notificato ieri a Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, l’invito a comparire per sabato prossimo davanti ai pm milanesi, che il 14 giugno scorso l’hanno iscritto nel registro degli indagati relativo all’inchiesta sulla Fondazione Maugeri. E a chi gli ha chiesto se ci siano stati contatti con la Procura di Milano per stabilire la data di comparizione, Formigoni ha risposto: “No, questa mattina mi sono occupato del governo della Regione Lombardia”.

Il politico del Pdl avrebbe ricevuto, tra il 2001 e il 2011, da parte del faccendiere Pierangelo Daccò (ora in carcere) e dell’ex assessore Antonio Simone, una serie di “benefit”, per l’ammontare complessivo di 8,5 milioni di euro. In cambio Formigoni avrebbe fatto approvare dalla Giunta lombarda le delibere relative alle cosiddette “funzioni non tariffabili”, che avrebbero consentito l’immissione nelle casse della Fondazione Maugeri di 200 milioni di euro, come rimborso per le prestazioni sanitarie erogate da questa.

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Il governatore è dunque indagato per corruzione aggravata dalla transnazionalità del reato, anche se davanti ai giornalisti dichiara: “Dov’è l’atto corruttivo? Non c’è. Nessun vantaggio è stato accordato a San Raffaele e Maugeri. Tutti i fondi sono stati ripartiti secondo la legge”.

Secondo l’accusa, invece, tra yacht, ville in Sardegna, vacanze ai Caraibi e cene presso ristoranti di lusso, sarebbero state diverse le “utilità” destinate a Formigoni. Ma lui ribadisce: “Con questi atti non ho nulla da temere”.

Infine, alla domanda relativa a una presunta richiesta di elezioni anticipate da parte della Lega, risponde: “Non mi sembra affatto”.

Domani, intanto, il governatore incontrerà Maroni “per fare il punto sul governo della Regione Lombardia, ma anche per parlare di questioni nazionali”.

Beatrice Amorosi
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