TARANTO, 26 LUGLIO – Caos all’Ilva di Taranto, applicati i sigilli dalla Procura.

Il gip Patrizia Todisco ha firmato questa mattina l’ordine di sequestro – senza facoltà d’uso – degli impianti a caldo dell’Ilva di Taranto, mentre le manette (arresti domiciliari) sono scattate per otto indagati, tra dirigenti ed ex dirigenti del gruppo Riva. Cinque erano già inquisiti.

L’accusa è pesantissima: disastro ambientale.

TARANTO IN TILT – Duemila operai hanno lasciato lo stabilimento riversandosi per le strade del capoluogo pugliese e bloccando le statali 100 e 106, snodi cruciali per un’area in cui le vie di comunicazioni sono poco sviluppate. I manifestanti sono decisi ad attuare un blocco totale ad oltranza, mentre in questi minuti una delegazione sta svolgendo un summit con il Prefetto.

IL SEQUESTRO – Le forze dell’ordine hanno apposto i sigilli ai parchi minerali, cockerie, altiforni, acciaierie e all’area destinata alla gestione dei materiali ferrosi. Le operazioni sono state coordinate da due funzionari dell’Arpa Puglia e dell’Asl.

LE REAZIONI – Il ministro Clini è prontamente intevenuto sulle misure preventive adottate dalla magistratura tarantina che hanno portato al sequestro degli impianti e all’esecuzione di duri provvedimenti cautelari in seno al gotha dell’Ilva: “Chiederò che il provvedimento di riesame avvenga con la massima urgenza“.

La chiusura dell’Ilva coinvolge 15 mila lavoratori, e decine di migliaia di famiglie, pertanto è opportuno che il governo riferisca nel tempo più breve per trovare un’adeguata soluzione.

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Nicky Vendola ha dichiarato che la Regione Puglia si costituirà parte civile nell’eventuale processo. Il leader di Sel si augura che un altro giudice riesamini gli atti e i provvedimenti giudiziari presi dal pm Tudisco, “in particolare quelli cautelari di sequestro degli impianti perché sequestro non significa automaticamente spegnimento della fabbrica“.

WIKI ILVA

L’Ilva è una società per azioni del Gruppo Riva che si occupa prevalentemente della produzione e trasformazione dell’acciaio. Con il nome della originaria azienda fondata nel 1905, è nata sulle ceneri della dismessa Italsider. Prende il nome dal nome latino dell’isola d’Elba, dalla quale era estratto il minerale di ferro che alimentava i primi altiforni costruiti in Italia a fine Ottocento.

Il più importante stabilimento italiano è situato proprio a Taranto, e costituisce uno dei maggiori complessi industriali per la lavorazione dell’acciaio in Europa. Altri stabilimenti sono a Genova, Novi Ligure (AL), Racconigi (CN), Varzi (PV), Patrica (FR).

Redazione