MILANO, 26 LUGLIO – La conferma, dopo giorni di rumors martellanti, dell’iscrizione nel registro degli indagati è arrivata ieri con una nota ufficiale firmata dal procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati: Roberto Formigoni è indagato per corruzione trasnazionale nell’ambito dell’inchiesta sulla Fondazione Maugeri, in concorso con il faccendiere Daccò, l’ex assessore regionale alla Sanità Simon, attualmente in carcere per effetto della maxi inchiesta sulla sanità lombarda, con Maugeri e Passerino.

DELIBERE IRREGOLARI E LUSSO – Formigoni avrebbe incassato 8,5 milioni di euro, tra cui vacanze e cene lussuose consumate con Daccò e gli altri indagati. I pm di Milano avrebbe ravvisato delle irregolarità in quindici delibere emesse dalla Regione Lombardia per quanto riguarda la sanità, relative a rimborsi sulle funzioni non tariffabili, emesse tra il 2001 e il 2011 e del valore di circa duecento milioni di euro.

Cade invece l’accusa di finanziamento illecito per 500 mila euro ricevuto dal governatore per l’elezioni regionali del 2010.

L’IRA DI FORMIGONI – Formigoni, apparso sereno, spiega che non ha nulla da temere e bolla così le carte delle inchiesta sulla Fondazione Maugeri: “Tutto qua. Tutto qua. Signori non c’è una novita. Avevo già letto tutto, come voi e come tutti sugli articoli di giornale pubblicati questa settimana. Non c’è un elemento nuovo“.
Ratificato al governatore l’invito a comparire sabato in Procura.

Formigoni attacca i giornalisti: “Gazzettari dei magistrati. Dove l’atto corruttivo: non c’è scritto nella nota di Bruti Liberati.Non è reato essere stato ad una cena insieme ad altre cinquanta persone“.
Alla domanda se lascerà la poltrona di Governatore F. risponde “No, non mi dimetto”.

Red.