MILANO MARITTIMA, 25 LUGLIO – Non si trattava di un omicidio per ragioni economiche. E’ questo, quello che si apprende dalle prime testimonianze dei familiari della vittima, Sandra Lunardini. Quella che all’inizio era sembrata una discussione per l’affitto di un fondo commerciale, era in realtà un litigio di gelosia. L’ennesimo. A parlare è la sorella della vittima: “Avevamo già denunciato tre anni fa quell’uomo — racconta al Il Resto del Carlino Roberta Lunardini —, dopo che avevo difeso mia sorella da una delle tante aggressioni cui era soggetta. Lunedì sera mio nipote, il figlio di Sandra, mi ha detto che Saleri gli aveva detto che si sarebbe suicidato, lasciandogli tutto in eredità. Ci siamo impauriti, anche per le eventuali conseguenze a mia sorella. Ho chiamato i carabinieri e mi sono sentita rispondere che forse stavamo esagerando e che telefonavamo troppe volte. A questo punto non finisce qui, qualcuno dovrà risponderne di quanto successo”. Sono circa 80 le donne uccise in Italia nel 2012. Una violenza assurda che sembra non trovare pacificazione.

CHI ERA GIANFRANCO SALERI?

Non si può certo dire che Gianfranco Saleri fosse un uomo qualunque. 61 anni, di famiglia benestante, nessuna occupazione e un’insana passione per le auto di lusso e per le pistole. Di auto ne possedeva alcune, una Ferrari F40, una Mercedes Smart, e un maggiolone della Wolkswagen, con cui si è recato ieri mattina sul luogo dell’omicidio. Nel suo personale parcheggio c’era anche una moto Yamaha di grossa cilindrata.

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Di pistole ne aveva tre, tutte regolarmente denunciate e tutte con lui ieri. Una l’ha usata per uccidere Sandra Lunardini, una l’ha rivolta contro di sé e l’altra è stata trovata, ancora carica, infilata nei pantaloni.

“Girava con le pistole persino in spiaggia, le teneva sotto il costume. Mi domando come potesse farlo, visto che il porto d’armi glielo avevano tolto anni fa. Dicevamo: ma chi è, Rambo? Poi, quando arrivava in negozio, stava lì davanti a Sandra e la fissava. Come campava? Di rendita, non faceva nulla. Prendeva dei soldi dalla famiglia purché stesse lontano dall’azienda di Brescia”. Questo il racconto inquietante di un commerciante della zona che conosceva bene Saleri, raccolto da Il Resto del Carlino.

Gianfranco Saleri era di origine bresciana ma viveva ormai da parecchi anni in una villetta a Milano Marittima, da quando in pratica, circa una decina di anni fa aveva iniziato la relazione con Sandra Lunardini.

Simone De Rosas
derosas.simone@gmail.com