FIRENZE, 25 LUGLIO – Tragico errore all’ospedale fiorentino di Careggi, dove il 20 luglio un paziente di 60 anni è morto a causa di una trasfusione sbagliata. L’uomo, ricoverato il 14 giugno nel reparto di chirurgia vascolare, versava in condizioni molto critiche a causa di una cancrena ischemica all’arto inferiore e gravi problemi circolatori e renali ed era stato necessario addirittura amputargli la gamba.

Ancora da chiarire i motivi che hanno portato il personale dell’unità operativa a commettere il fatale errore: la trasfusione doveva essere eseguita su un altro paziente con problemi vascolari, ricoverato sempre nel reparto di chirurgia vascolare.

Dopo la trasfusione, avvenuta il 9 luglio, l’uomo è stato vittima di una violenta reazione allergica dovuta al sangue non compatibile, che ha aggravato la sua già precaria situazione clinica, ed è deceduto nel giro di una decina di giorni.

Dal momento che l’errore è avvenuto due settimane fa e la notizia è stata resa pubblica solo oggi, il presidente della regione, Enrico Rossi, ha espresso il suo disappunto per la comunicazione tardiva dell’accaduto: «Quando accadono simili tragedie è buona norma darne subito piena informazione. E questo per due buoni motivi: per evitare interpretazioni, ricostruzioni parziali, sospetti infondati e imprecisioni. In secondo luogo, perché far conoscere i motivi che hanno causato l’errore alza la soglia dell’attenzione in tutti gli operatori»

Rossi, comunque, dopo aver espresso solidarietà alla famiglia della vittima, ha dichiarato che la Regione ha aperto un’inchiesta interna per far luce sulle cause dello scambio di persona, precisando che all’origine della tragedia ci sarebbe stato il mancato rispetto delle procedure.

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L’errore è stato spiegato questa mattina in conferenza stampa dal direttore generale di Careggi, Valtere Giovannini: un infermiere avrebbe praticato l’emotrasfusione senza la presenza del medico, necessaria secondo le linee guida. La trasfusione in questione, poi, era destinata al paziente ricoverato nel letto accanto alla sfortunata vittima dell’errore. Tuttavia, il direttore ha precisato che non è ancora chiaro «se la morte del paziente è direttamente correlata all’errore trasfusionale oppure se si è trattato di un decesso naturale».Giovannini ha aggiunto che l’infermiere al momento non è stato sospeso e che gli è stato fornito un supporto psicologico in seguito all’evento.

Questo tragico errore ne riporta alla memoria un altro tragico malfunzionamento della struttura dell’ospedale fiorentino, quando nel 2007 vennero trapiantati su tre pazienti organi appartenenti ad un donatore affetto da Hiv.

Giovanni Gaeta
giogaeta@interfree.it