ROMA, 24 LUGLIO – Arriva da Confesercenti l’allarme riguardo alle voci circolate ultimamente circa il possibile congelamento delle tredicesime per i dipendenti pubblici e per parte dei pensionati.

“Una misura di questo genere – spiega l’associazione – non solo potrebbe essere considerata discriminatoria e iniqua socialmente, ma sarebbe certamente un drammatico autogol economico che manderebbe i consumi in tilt, spingerebbe migliaia di imprese alla chiusura e provocherebbe la perdita consistente di posti di lavoro autonomi e indipendenti”.

Secondo i calcoli di Confesercenti un taglio di questo tipo danneggerebbe inevitabilmente l’economia reale. Le tredicesime nette per gli statali e i pensionati con assegni superiori a 1000 euro ammontano a circa 16,1 miliardi, di cui metà viene spesa in consumi. Il blocco delle tredicesime provocherebbe quindi una perdita di 8 miliardi per l’economia reale, con una caduta dei consumi privati dal -1,7% stimato a -2,7%.

L’associazione chiede quindi al governo di “volgere altrove la scure e di tagliare in profondità spesa pubblica e costi della politica”. In particolare si auspica la riduzione al minimo delle province, l’accorpamento dei micro-comuni e delle società di servizi pubblici, la vendita del patrimonio immobiliare dello Stato e l’avvio di progetti di sviluppo che permettano alle imprese di riprendersi, a partire dalla riduzione della pressione fiscale.

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In caso contrario, si avranno “nefaste conseguenze sul piano occupazionale”.

Il segretario generale di Spi-Cgil Carla Cantone si augura “che si tratti solo di una forte ed eccessiva preoccupazione da parte di Confesercenti”, poiché, se così non fosse, sarebbe necessario chiedere conto al governo “dell’ennesimo e gravissimo provvedimento ai danni dei pensionati italiani, che più di tutti stanno pagando il conto della crisi”.

Beatrice Amorosi
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