BOLOGNA, 24 LUGLIO – In merito alla criticità dello stato delle acque del Navile, recentemente tornata ai rilievi di cronaca con la denuncia pubblica da parte del Direttore provinciale dell’ARPA, dott.ssa Corvaglia, e conseguentemente oggetto di un’ udienza nella Commissione comunale Ambiente, la nostra  associazione intende sottolineare, a partire dalle preoccupazioni sul regime del corso d’acqua, alcuni aspetti più complessivi inerenti l’area fluviale.

Gli elevati livelli di inquinamento del corso d’acqua sono un dato sempre più evidente e allarmante, rilevato sia dalle strumentazioni di monitoraggio che l’ARPA ha potenziato, anche su sollecitazioni dei sindaci della pianura bolognese interessati al passaggio del canale e di Legambiente, sia da evidenti aspetti visivi  sia da percezioni olfattive segnalateci anche da singoli cittadini.

La situazione estiva si presenta  oltremodo critica anche per la sensibile diminuzione del flusso idrico, responsabile lo scorso anno  di una considerevole moria di pesci.

Pur apprezzando l’ innalzamento dei livelli di attenzione e di intervento istituzionale rispetto alla qualità delle acque e al regime idrico, siamo a rilevare

  • La settorialità dell’incidenza del depuratore collocato a Corticella, in quanto la sua azione già problematica per le difficoltà legate alla quantità dei flussi, non influisce sull’intero tratto del canale compreso nell’area di valorizzazione a parco fluviale che parte a Sud da via Angeletti; poniamo in questo senso il problema dell’installazione di un nuovo depuratore che sia in grado di migliorare la qualità delle acque nel territorio del Comune di Bologna, attraversato anche da altri canali, agendo contestualmente sulla razionalizzazione degli scarichi del centro cittadino. La valorizzazione della rete dei canali della città, che presenta com’è noto, significative implicazioni ambientali e turistiche, deve a nostro avviso anzitutto vedere concentrati  gli sforzi dell’amministrazione sulla qualità delle acque i cui bassi livelli stridono con il tentativo di strutturare un vero e proprio parco fluviale.
  • L’urgenza  di prevenire  per quanto possibile dalla Chiusa  di Casalecchio, nel corso di questa estate calda e siccitosa,  condizioni favorevoli all’asfissia della fauna ittica e all’aumento delle emissioni maleodoranti dal corso d’acqua.
  • La necessità di bonificare l’alveo del canale  e le stesse acque da infestazioni di topi,  intensificando le azioni di controllo e di repressione sugli scarichi abusivi che sappiamo già essere in atto.
  • La nostra associazione ha presentato più di un mese fa al Tavolo del PSM una traccia per un progetto per il pieno recupero e la valorizzazione del Navile nella provincia di Bologna, prospettando una regia intercomunale imperniata sul Comune di Bologna e una vasta convergenza di energie e di risorse da parte delle istituzioni ed associazioni locali.

[smartads]Crediamo che,  a partire dalle risposte nette ed efficaci per fronteggiare l’attuale emergenza acque del Navile, si debba sviluppare un’azione più larga e partecipata, volta a porre tra le priorità degli interventi nell’area metropolitana la valorizzazione di questo importante corso d’acqua.

Ciò nella convinzione che investire sulla qualità ambientale e sulla piena valorizzazione del patrimonio storico-economico del territorio possa rappresentare un elemento di sviluppo economico e sociale di un’intera comunità e, in tempo di crisi, anche questa sfida locale merita di essere ingaggiata.

Confidando di ricevere  sulle questioni richiamate risposte che siano espressione di una volontà non formale di farsi carico di sviluppare un quadro di azioni concertate e partecipate per una complessiva riqualificazione ambientale del Navile e delle vie d’acqua che attraversano Bologna, porgiamo i nostri saluti.

P.  Legambiente Bologna

Il presidente

Claudio Dellucca