PALMI, 24 LUGLIO – Dai fasti di Cinecittà alla fredda aula di tribunale di Palmi. Rosy Stagnitti, ex concorrente del Grande Fratello, è stata iscritta nel registro degli indagati dal pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, Alessandra Cerruti. L’accusa nei suoi confronti è pesantissima: favoreggiamento aggravato dalle modalità mafiose nei confronti di presunti affiliati alla cosca Pesce di Rosarno.

Rosy era stata convocata ieri al Tribunale di Palmi per deporre nel maxi processo contro il clan storico di Rosarno, guidato dal capo bastone Antonino Pesce, meglio noto negli ambienti criminali come “U Testuni“. Questa volta la sceneggiatura non è stata scritta dagli autori del GF ma dal pm reggino Cerruti, che ha comunicato “in tempo reale” alla testimone l’iscrizione nel registro degli indagati.

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Il presidente ha quindi nominato un avvocato d’ufficio ed ha informato l’incredula Stagnitti che essendo indagata in procedimento connesso, poteva avvalersi della facoltà di non rispondere. Rosy, dopo un breve briefing con il suo legale, ha scelto di rimanere in silenzio.

La 42enne di Taurianova, popolosa cittadina in provincia di Reggio Calabria – si era messa in evidenza per la sua simpatia nella quinta edizione del reality show di Canale 5, quella vinta dal metrosexual Jonathan Kashanian. ‘Rosy’, come veniva chiamata familiarmente all’interno della ‘casa’, gestisce un’attività commerciale insieme al marito Alfio Dessì, insieme al quale aveva preso parte al programma nel 2004.