ROMA, 24 LUGLIO – Un terremoto giudiziario scuote le fondamenta dell‘ospedale San Giovanni di Roma. Sono 20, sette medici e 13 infermieri, gli indagati per il decesso del neonato avvenuti nell’ospedale San Giovanni di Roma il 29 giugno scorso a causa della somministrazione di latte per endovena. Omicidio colposo il reato ipotizzato nei confronti dell’equipe medica.

Gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto di Roma Frisani, hanno acquisito ieri la cartella clinica del neonato ed attendono ora i risultati dell’esame autoptico. La dinamica appare tuttora oscura in quanto sarebbero emerse numerose contraddizioni nella ricostruzione dei fatti.

Balduzzi invia gli ispettori

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Il Ministro della Sanità Balduzzi, dopo un summiti in Procura, ha disposto l’invio degli ispettori al nosocomio Roma per acquisire ulteriori informazioni sul decesso del bambino di pochi giorni, che sarebbe morto per una tragica fatalità, ovvero uno scambio tra una flebo di soluzione fisiologica e una con del latte. Gli ispettori ministeriali dovranno fare luce anche sul ritardo nella denuncia del decesso da parte del personale sanitario del San Giovanni.

Le reazioni

Secca la smentita di Bracciale, direttore generale dell’ospedale capitolino, il quale ha dichiarato che “la Direzione generale dell’ospedale, appena informata il 2 luglio dell’accaduto, ha immediatamente dato disposizione alla direzione Sanitaria di presentare denuncia all’autorità giudiziaria ed ha avviato contestualmente un’indagine interna”.

Red.