TORINO, 13 GIUGNO – Diversi velivoli Alitalia in fase di dismissione presso i piazzali di manutenzione dell’aereo porto di fiumicino conterrebbero parti realizzate in amianto.

Una parte importante delle strutture smontate durante le fasi di dismissione conterrebbero asbesto in quantità tale da dover segnalarne la presenza all’autorità e bloccare i lavori.

La denuncia del fatto è stata presentata dall’Unione dei Sindacati di Base dei trasporti, supportati dalla senatrice IDV Patrizia Bugnano, alle procure di Roma e Torino.

Ora al dott. Raffaele Guariniello, il magistrato che si è occupato anche del processo Eternit, resta da verificare se l’amianto installato nelle componenti dei mezzi è successivo al 1992, anno in cui l’utilizzo dell’amianto è stato dichiarato fuori legge.

Se dovesse emergere che la compagnia di bandiera era a conoscenza della presenza del materiali sui luoghi di lavoro già da allora, la sua situazione sarebbe gravata anche dal fatto di non aver richiesto, per i propri dipendenti i benefici di tutela previsti e necessari per i lavoratori a contatto con materiali dannosi per la salute.

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In via ufficiosa sarebbe già cominciato il solito scaricabarile italico delle responsabilità.
Alitalia ha già escluso la propria responsabilità demandandola a terzi in particolare agli istituiti dai valutazione dei rischi che in passato avevano giudicato luoghi e mezzi di lavoro sicuri  per passeggeri e dipendenti.

Sulla verità sottointesa in questa vicenda si allungano però ben altre ombre più importanti e difficilmente raggiungibili. Qualcuno, infatti, avrà pur prodotto aerei con specifiche all’asbesto.

Luca Brandetti