MILANO, 13 GIUGNO – Lo avrebbe detto il direttore dell’FMI in un intervista alla CNN. La necessità di misure di contenimento del debito pubblico dell’eurozona debbono essere risolutive, messe in campo entro tre mesi, pena la catastrofe finanziaria e date le premesse di globalizzazione epidemica per l’intero sistema finanziario mondiale.

La prima crisi del nuovo secolo assume sempre più le tinte drammatiche di qualcosa di inaudito  e tremendo. Facile lasciarsi dare ad ipotizzare scenari di tale portata ma ormai l’uscita della Grecia dall’eurozona sembra quasi di sfiorarla.

Le dichiarazioni di Christine Lagarde ricalcano da vicino  quelle che George Soros ha fatto qualche tempo fa.

Non si tratterebbe di un ultimatum – ha proseguito la Lagarde durante l’intervista –  ma secondo la direttrice dell’FMI i mercati giudicano troppo lente le misure adottate. L’apocalisse finanziaria procede a rallentatore.

La questione sarà quindi di mera determinazione politica. La messa in ordine dei conti trascende la semplice stretta della cinghia che tutti si aspettano.

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Aggiungiamo che la via fuori dalla crisi del debito sovrano è ancora lunga e dolorosa ma pensare di risolverla solo attraverso il prelievo fiscale e la limitazione assoluta della spesa è un miraggio pericoloso.

Winston Churchill una volta disse qualcosa che suonava pressappoco così: – “Vedere un governo tentare di risanare il debito pubblico solo tramite il prelievo fiscale è come vedere un uomo dentro ad un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico.” – la speranza oggi è che qualcuno nella cabina di regia europea ne tenga conto.

Luca Brandetti