BRINDISI, 11 GIUGNO – Due truffe e nessun risarcimento. Questo è bastato per trasformare un imprenditore in un attentatore. «Ho fatto un gesto dimostrativo perché ho subito due truffe e perché il fatturato negli ultimi anni è diminuito». Questa è la motivazione di Giovanni Vantaggiato, imprenditore nel commercio dei carburanti di Copertino, l’autore dell’attentato alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi, in cui ha perso la vita la 16enne Melissa Bassi.

Nelle tre ore in cui ha avuto luogo nel carcere di Lecce l’udienza di convalida del fermo, tenutasi sabato davanti al gip del tribunale di Lecce, Ines Casciaro, l’imprenditore pugliese 68enne ha affermato che la molla del folle gesto sono stati i mancati pagamenti da parte di un suo cliente, Cosimo Parato, e da un fornitore di Avetrana, dai quali non avrebbe ricevuto complessivamente circa 400mila euro (300mila Parato, 120mila l’avetranese). I mancati introiti avrebbero diminuito del 70% il fatturato della sua attività, costringendolo a licenziamenti che hanno ridotto da sei ad un solo dipendente l’organico aziendale.

Vantaggiato, inoltre, ha fornito nuovi dettagli sulla preparazione dell’attentato, di cui continua a professarsi unico responsabile, anche se rimangono ancora misteri e incongruenze nella sua deposizione. L’imprenditore, infatti, ha cercato, senza riuscirci, di far sparire alcuni documenti che si trovavano nella sua abitazione o nel suo deposito di carburanti. Nascosto nelle sue mani è stato trovato un bigliettino probabilmente indirizzato alla moglie, per invitarla a «bruciare le carte».

La Guardia di Finanza, dunque, sta esaminando minuziosamente l’attività economica dell’imprenditore, la cui indagine potrebbe aprire nuovi scenari e fare chiarezza sul movente, gli eventuali complici o  mandanti. Sotto la lente di ingrandimento ci sarebbero in particolare certi documenti in bianco relativi a operazioni doganali nel commercio di carburante, probabilmente “le carte da bruciare”.

Giovanni Vantaggiato ha espresso la volontà di mandare una lettera alla famiglia di Melissa

L’indifferenza che aveva caratterizzato la sua prima confessione, però, ha ceduto il posto alla disperazione: «Chiedo perdono», ha detto in lacrime prima che l’udienza iniziasse, rivelando il desiderio di scrivere una lettera ai genitori di Melissa Bassi e alle altre ragazze che sono rimaste ferite dalla sua bomba.

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«Si risparmi questa fatica» ha dichiarato il legale dei genitori di Melissa Bassi, Fernando Orsini «e cerchi di impiegare il tempo in altre attività». Per l’avvocato, Vantaggiato è stato autore di «un gesto assassino che nessuno scritto e nessun rimorso potrà mai cancellare».

Anche la mamma di un’altra ragazza rimasta gravemente ferita nell’esplosione ha espresso su Sky Tg24 il suo sdegno a riguardo della lettera di Vantaggiato: «Mia figlia è in prognosi riservata, molto ustionata, sul 40% e più del corpo. Me l’hanno rovinata, me l’ha rovinata, con che coraggio vuole mandarci una lettera? Abbiamo solo rabbia, tanta rabbia, la giustizia deve andare avanti così come sta facendo, siamo orgogliosi di questa giustizia»

L’attentatore è accusato di strage in concorso con finalità di terrorismo

Il gip ha convalidato il fermo di Giovanni Vantaggiato, confermando l’accusa di “strage in concorso con finalità di terrorismo” e, a questo proposito, l’avvocato difensore del killer, Franco Orlando, starebbe valutando l’ipotesi di un ricorso al Tribunale del Riesame.

Gip conferma: complici con Vantaggiato

“Altre persone avrebbero agito con il reo confesso Vantaggiato per attuare l’attentato alla Morvillo-Falcone di Brindisi. E’ quanto conferma il Gip nell’ordinanza di convalida del fermo.

La presenza di altri complice sul luogo della strage “almeno nelle fasi preparatorie”, per aiutare l’attentatore, sarebbe confermata dalle dichiarazioni dello stes- so Vantaggiato che confessando ha parlato al plurale e da alcuni testimoni oculari: “uno ha visto un uomo che spingeva un bidone verso la scuola poche ore prima dell’esplosione. Non assomigliava a Vantaggiato”.

Giovanni Gaeta