BOLOGNA, 4 GIUGNO – Nel corso della giornata odierna una equipe composta da tecnici del Comune di Bologna e Vigili del Fuoco ha eseguito numerosi sopralluoghi negli edifici scolastici, finalizzati a verificare l’eventuale variazione delle condizioni statiche precedenti il terremoto di domenica 3 giugno, ore 21.20.

La nuova scossa di magnitudo 5.1 della scala Richter, con epicentro il distretto sismico modenese, ha decretato la chiusura anticipata dell’anno scolastico per molti Istituti Comprensivi felsinei.

Al fine di approfondire le verifiche sul nuovo quadro fessurativo riscontrato nel corso dei sopralluoghi sono state chiuse fino a sabato 9 giugno compreso (pertanto anno scolastico concluso), le seguenti scuole:

Scuola secondaria di primo grado Dozza – via De Carolis, 23 – quartiere Reno;
Scuola primaria Drusiani – via Speranza, 58 – quartiere Reno;
Scuola primaria Morandi – via del Beccaccino, 25 – quartiere Reno;
Scuola primaria Albertazzi – via Berretta Rossa, 13 – quartiere Reno;
Scuola primaria Cesana – via Guardassoni, 1 – quartiere Reno;
Scuola secondaria di primo grado Besta – via Aldo Moro, 31 – quartiere San Donato;
Scuola primaria Chiostri – via Bellettini, 7 – quartiere San Donato.

Non è inoltre utilizzabile la cucina delle scuole Pavese, attualmente non accessibile.

Restano non fruibili tutte le palestre scolastiche.

Il refettorio delle scuole Giovanni XXIII (quartiere Reno), posto al di sotto della palestra, non è fruibile. I pasti devono essere somministrati all’interno delle sezioni.

Domani riapriranno regolarmente le scuole comunali dell’infanzia Molino Tamburi di via di Frino (quartiere Santo Stefano). E’ stato realizzato a tempo record un intervento per puntellare l’arco lesionato. Le verifiche effettuate questa mattina, a fronte della scossa di ieri sera, hanno evidenziato che l’intervento ha garantito la messa in sicurezza delle scuole.

Scoramento e rabbia sono i sentimenti che stanno vivendo molti degli educatori della cooperativa Quadrifoglio, già pesantemente penalizzati dall’emergenza neve. Gli educatori, figure essenziali per l’assistenza psico-pedagogica ai bambini diversamente abili, dovranno rinunciare al pagamento del ‘monte ore’ sino al termine dell’anno scolastico. Una situazione paradossale per una figura professionale indispensabile ma allo stesso modo sottopagata.

Redazione