BOLOGNA, 30 MAGGIO – Ogni terremoto porta con sé una lunga scia di morte e devastazione, ma dalle macerie di paesi e città ridotti a ruderi spesso emergono storie da raccontare al prossimo, miracoli inaspettati che rendono il dolore meno profondo.

“Mio figlio è vivo per miracolo – racconta una mamma di San Felice sul Panaro – ha lavorato dieci ore per svuotare quel magazzino. Pensavo fosse là sotto, sepolto dalla macerie come i colleghi. Poi mi ha chiamato, stava rientrando a casa in macchina. E’ salvo. Dio mio, è salvo”.

Un’altra storia a lieto fine è quella di Fernando Ferioli, giovane sindaco di Finale Emilia, scampato per pochissime frazioni di seconda, a un crollo che sarebbe potuto essere fatale, nella zona rossa che proprio ieri doveva essere riaperta al pubblico. “E’ un disastro – ha commentato il primo cittadino al RdC – proprio mentre ci stavamo riprendendo. Ma passerà anche questa. Ce la faremo, vedrete”.

Ma il miracolo più grande si è compiuto a Cavezzo. Liviana Latini, 65 anni, viene estratta viva dalle macerie dopo 12 ore da incubo. Era rannicchiata sotto un mobile della cucina che l’ha protetta dal crollo della sua abitazione. L’urlo di disperazione ha richiamato l’attenzione degli uomini del Soccorso Alpino Speleologico e dei Vigili del Fuoco, poi il salvataggio, gli abbracci e le lacrime di amici e parenti.

Liviana era appena rientrata in casa (dichiarata inagibile), per prendere alcuni vestiti quando il cedimento dell’abitazione l’ha sepolta. E’ stata condotta d’urgenza all’ospedale di Baggiovara per controlli. Un miracolo per chi ha vista com’era ridotta l’abitazione e per i soccorritori che con le ruspe si facevano largo tra porte, mattoni e pezzo di legno.

Massimiliano Riverso