BOLOGNA, 29 MAGGIO – Sembra stabilizzarsi il bilancio delle vittime del terremoto che è tornato a colpire il cuore dell’Emilia Romagna.

I morti sono dodici: tra loro anche tre operai a San Felice sul Panaro, travolti dalle macerie nel crollo della azienda Meta; sei a Mirandola; uno a Finale Emilia; un anziano colpito da un cornicione a Concordia e la titolare di un mobilificio a Cavezzo. Morto anche il parroco di Rovereto di Novi, mentre si è salvato dal crollo parziale del duomo il parroco di Carpi.

LO SCIAME SISMICO – La prima forte scossa sismica, di magnitudo 5.8 Richter, è stata registrata alle 9,03, con epicentro Cavezzo. Altre tre nuove forti scosse sono state registrate dai sismografi dell’Ingv intorno alle 13, di cui una di magnitudo 5.3, lunga 30 secondi, e un’ altra di 5,1,anche questa durata diversi secondi. Molte le repliche nel corso della mattina, alcune sopra magnitudo 4.

INGV: “FAGLIA DIVERSA DAL 20 MAGGIO” – Il terremoto di questa mattina “con ogni probabilità ha innescato una faglia diversa, limitrofa a quella del 20 maggio“. Questo il commento a caldo di Walter Marzocchi, sismologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. “Nell’immediato non possiamo averne la certezza – ammette Marzocchi – ma è molto probabile, anche perché esiste una ‘rete’ di faglie, diverse e non isolate“. “Prima del 2004 – ricorda il sismologo – questa zona non era tra quelle classificate a rischio, lo è solo da allora. E il terremoto del 20 maggio e quello di oggi sono compatibili con l’attuale mappa della pericolosità“.

YouTube Preview Image

M.Riverso