ROMA, 26 MAGGIO – La discarica non si farà più. Questo il verdetto del Consiglio dei Ministri straordinario conclusosi ieri. Corcolle, località romana poco distante dal maestoso sito archeologico di Villa Adriana, è salvo. Il prefetto Pecoraro si dimette.

Le dimissioni di Pecoraro, probabilmente, sono state la molla che he ha fatto scattare la decisione definitiva dopo le lunghe proteste dei Ministri Ornaghi e Clini dei giorni scorsi. Proprio quest’ultimo ha puntato il dito contro le amministrazioni locali: Comune, Provincia e Regione «non in grado di assumere misure efficaci ad assicurare il rispetto delle direttive europee e delle leggi nazionali in materia di gestione dei rifiuti», ha sottolineato il Ministro dell’Ambiente.

Anche il Ministro Ornaghi esulta per la decisione. «E’ sbagliato chiedersi chi ha vinto chi ha perso», ha affermato il Ministro per i Beni Culturali, «A me pare che alla fine ha prevalso la ragionevolezza delle diverse parti. Direi, quindi, che ha vinto la ragionevolezza». Adesso tocca al commissario straordinario Goffredo Sottile cercare un nuovo sito con caratteristiche adeguate.

La scelta, a dir poco scellerata, di Corcolle era stata sostenuta con vigore dal Prefetto Pecoraro fin dal suo incarico, 2010, ricevuto dal governo Berlusconi. Pecoraro era l’uomo di fiducia dell’ex premier che avrebbe dovuto scongiurare l’emergenza rifiuti nella capitale. Per evitare la degenerazione napoletana, tutti gli sforzi si sono indirizzati verso Corcolle, facendo montare le proteste degli ambientalisti, degli abitanti della zona e di molte figure della società civile.

Il vero problema dei rifiuti romani non è la ricerca di un sito, ma l’enorme mole dell’indifferenziato. I rifiuti non trattati, infatti, sono l’85% del totale della monnezza capitolina. Queste moli incredibili hanno come conseguenza una continua ricerca di siti per discariche di stoccaggio che potrebbe non avere fine.

Clini conosce bene il problema e, prendendo come esempio le maggiori capitale europee, sta proponendo una vera rivoluzione per portare Roma al livello delle altre metropoli. Ovviamente i due anni persi, con la soluzione in tasca, non facilitano il compito del Ministro che si vede costretto a concedere una proroga per la discarica di Malagrotta.

Luca Bresciani