ROMA, 23 MAGGIO – Il capo dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna, Generale Giorgio Piccirillo, lancia l’allarme. C’è il rischio di una «una graduale ripresa dell’offensiva delle sigle Fai con attacchi a obiettivi indicati nei recenti documenti».

Il rischio di escalation terroristica, ipotizzata subito dopo l’attentato a Roberto Adinolfi, ha trovato l’ennesima conferma ufficiale. Stamani il Generale Giorgio Piccirillo, capo dell’AISI, ha esposto il problema durante la Commissione affari costituzionali alla Camera. Secondo il generale i possibili obiettivi sono quelli «greci in Italia e anche italiani in Grecia, per solidarietà con le cellule di Cospirazione di fuoco elleniche, e tutta la galassia Finmeccanica indicata in tutte le sue componenti come obiettivo fondamentale».

Le preoccupazioni maggiori, secondo Piccirillo, sono fornite dal «salto di qualità» che il movimento anarchico sta facendo. Diversamente dal passato, nota il Generale, ci sono «elementi di novità, che rivelano una premeditazione ed una organizzazione che si distacca dalla prassi spontaneista e non gerarchica che ha caratterizzato finora gli anarchici». Lo stesso attentato ad Adinolfi, infatti, ha messo in evidenza uno studio dell’azione terroristica e una premeditazione del tutto nuove.

«Contro ogni logica anarchica che si vanta di non avere organizzazione e di agire attraverso lo spontaneismo totale, c’è stato il furto della moto, i sopralluoghi ripetuti, la fuga», osserva il capo dell’AISI, elementi che assieme ai «nomi di terroristi degli anni Settanta e Ottanta» confermano «che si vuol tornare a quel tipo di violenza».

I servizi segreti non sono in grado di fornire numeri e modalità esatte, aggiunge il Generale, ma «l’aggressione ideologica anarchica resta finalizzata a forze dell’ordine, apparato giudiziario, strutture di sfruttamento delle risorse energetiche, forze armate, forniture belliche, banche, strutture di gestione e indirizzo della politica economica, enti finanziari, uffici esazione».

La crisi con il suo impatto sulla società civile mette maggiormente a rischio il mondo della finanza perché, spiega Piccirillo i gruppi sono «alla ricerca del “consenso” al dissenso da parte della popolazione».

Non è da escludere comunque una sorta di alleanza o sostegno da parte delle nuove Br. «L’attentato di Genova», sottolinea il capo dei servizi segreti, «è stato salutato con favore da questi esigui settori del marxismo-leninismo rivoluzionario, come attestano le dichiarazioni rese poche giorni fa da alcuni arrestati al processo di Milano». Gli stessi appartenenti alle nuove Br, conclude il Generale, «Considerano la crisi come una favorevole possibilità per rilanciare la lotta. Sarà quindi possibile il reclutamento di nuove leve ed azioni di non elevato spessore».

Luca Bresciani