ROMA, 23 MAGGIO – I successi nelle elezioni amministrative ottenute dal Movimento 5 Stelle hanno fatto gonfiare il petto al leader Beppe Grillo. Dopo gli ottimi risultati ottenuti al primo turno, Grillo aveva avuto uno scambio di battute piuttosto caustico con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, reo di non riconoscere i successi del Movimento: «Non vedo nessun boom» aveva detto Napolitano, «Tra un anno si riposerà» aveva risposto il comico-politico genovese.

La vittoria al ballottaggio di Federico Pizzarotti a Parma, ottenuta con il 60% dei voti nei confronti del candidato Pd e Presidente della provincia Vincenzo Bernazzoli, ha caricato ancora di più il leader del M5S, che, commentando il trionfo parmense, non ha mancato di lanciare qualche stoccata al segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani. Lo fa attraverso il suo mezzo preferito, il web: il comico, infatti, ha pubblicato sul suo blog un post dal titolo Gnocchi Fritti a Parma, nel quale attacca il leader del centrosinistra all’indomani della vittoria del Movimento 5 Stelle a Parma, Comacchio e Mira.

Per Grillo, Bersani è affranto perché «non potrà più costruire l’ennesimo inceneritore nella sua Emilia, a Parma non ci sarà un tumorificio come in altre città governate dal Pdmenoelle come con l’ebetino a Firenze» (Matteo Renzi).

Il comico dà una definizione del leader del centrosinistra a metà tra l’ornitologia e il rovesciamento di una storia breve di Anthony De Mello: Bersani è «il pollo che si crede un’aquila». All’inizio del post Grillo paragona il leader del Pd alla più famosa creatura romeriana: lo zombie, con tanto di definizione. «Il non morto (ma quasi) di un partito mai nato Bersani ha detto di aver “non vinto” a Parma, Comacchio e Mira. Chiamate un’ambulanza per un Tso (trattamento sanitario obbligatorio, nda). Tuttavia, Grillo ammette che il segretario del Pd «batte nell’eloquio Vendola per 5 a 0!», riferendosi alla frase con cui Bersani aveva spiegato il successo del M5S a Parma, dovuto «a una destra che a Parma si è rimpannucciata sostenendo il grillino».

Grillo, dal canto suo, dà una colorita descrizione del vuoto d’aria che ha prodotto la crisi della destra e la conseguente vittoria del M5S (secondo Bersani): «il peto in cui si dissolvono i partiti».

Il post ritorna su tematiche prettamente politiche quando Grillo risponde all’accusa di Bersani di aver trascurato il problema del lavoro: «Chi ha creato la disoccupazione? Il M5S oppure vent’anni di inciuci con il Pdl, di investimenti nei catorci della Fiat e nella cementificazione del Paese invece che in innovazione? Chi ha svenduto a debito la Telecom se non D’Alema condannandola a un nanismo industriale? Chi ha benedetto la legge sul precariato ieri e la ristrutturazione dell’articolo 18 oggi?». La conclusione è un avvertimento: «Prima di parlare di lavoro, Bersani dovrebbe lavorare, ci provi, in futuro ne avrà bisogno».

Ma cosa c’entrano gli Gnocchi fritti? Il titolo del post e la relativa immagine sono una presa in giro del comico  Gene Gnocchi, che giovedì scorso era sceso in piazzale Picelli a Parma  per sostenere Vincenzo Bernazzoli. «A Parma dopo il ballottaggio è stato istituito un nuovo piatto cittadino gli Gnocchi Fritti», è il post scriptum di chiusura.

E Bersani? Non sembra essersela presa più di tanto e predica calma: «A Grillo dico: sta’ sereno, ora sei un capo partito anche tu e non basterà bestemmiare gli altri, di’ qualcosa di preciso per il paese e sta’ sereno» .

Giovanni Gaeta