BOLOGNA, 20 MAGGIO –  La terra continua a tremare in Emilia. Il sisma di 5.9 gradi Richter delle 04:06 ha ucciso almeno sette persone: quattro operai sono morti a seguito dei crolli dei tetti degli stabilimenti dove lavoravano; una donna è rimasta uccisa dal crollo della sua abitazione; due signore, una 37ette ed un’ultracentenaria non hanno retto allo spavento e sono decedute a seguito di malori.

Uno degli operai, un marocchino di 29 anni, è rimasto ucciso nel crollo del tetto del capannone dell’azienda Ursa di Bondeno. Due vittime, Nicola Cavicchi e Leonardo Ansaloni, lavoravano nello stabilimento Sant’Agostino Ceramiche, anche per loro non c’è stato nulla da fare quando parti del tetto della fabbrica sono crollate. L’ultimo operaio, dato per disperso nelle ore immediatamente dopo il terremoto, è stato trovato morto nelle prime ore di stamani, lavorava alla Tecopress, fonderia a ciclo continuo di Dosso, frazione di Sant’Agostino.

Non solo i cedimenti strutturali sono stati causa di morte, anche la paura ha giocato un ruolo fondamentale. Una trentasettenne è morta nel bolognese. La donna di origini tedesche, che si trovava per lavoro a San Pietro in Casale, ha avuto inizialmente avuto problemi respiratori, poi ha perso conoscenza. Anche un’ultracentenaria non ha retto allo spavento ed è morta.

Unico morto per cedimento strutturale civile è stata una signora di Sant’Agostino rimasta uccisa dal crollo della sua abitazione.

In totale la terra ha tremato per 48 volte in meno di dodici ore con magnitudo diverse, ma la paura tra la popolazione delle zone colpite resta altissima. Durante il sisma è diventato difficile contattare i soccorsi. A tal proposito è da segnalare la singolare la storia raccontata da Adriano Ziosi, 64 anni, all’ANSA. «Mio figlio, a New York, era su Internet e ha letto del terremoto che ha colpito la Pianura Padana», ha raccontato il signore, «E’ riuscito a parlare con noi, che invece non riuscivamo a telefonare ai soccorritori. Dall’America lui è riuscito, e così i vigili del fuoco hanno salvato la piccola Vittoria», la figlia dei vicini di casa.

Luca Bresciani