ATENE, 16 MAGGIO – Dopo il fallimento dell’ultimo tentativo di formare un governo di unità nazionale, il presidente greco Papoulias annuncia nuove elezioni. Oggi nuovo vertice per formare un esecutivo che porterà il paese verso le elezioni nel prossimo giugno. Intanto il rischio di uscita della Grecia dall’euro fa impazzire i mercati.

Si è concluso alle 19:00 di ieri l’ultimo tentativo dei leader greci di formare un governo di unità nazionale. Dall’ufficio del presidente Papoulias è stato diramato un comunicato nel quale si conferma la necessità di tornare alle urne. Il 6 maggio scorso la tornata elettorale non ha decretato vittorie nette, ma ha confermato un’importante volontà popolare: uscire dalla pressante austerità imposta dalla UE. Molti (circa il 78%) non vogliono, però, tornare alla Dracma.

La lotta alle prossime elezioni sarà tra due schieramenti: Quello di centro-destra, filo europeista, che auspica per la Grecia di restare nell’Euro e quello di centro-sinistra che non è così convinto di conservare il paese nell’eurozona. Forse l’ago della bilancia sarà il partito socialista Pasok che, pur essendo lo sconfitto ufficiale delle precedenti elezioni, ancora mantiene un certo consenso popolare.

Da Bruxelles auspicano la vittoria del fronte conservatore di centro-destra, ma la cittadinanza greca vive questi momenti di caos (politico e non solo) con molto preoccupazione.

Dagli ultimi sondaggi pare che la sinistra radicale, Syriza, ed il suo giovane capo, Alex Tsipras, abbiano raggiunto importanti percentuali di consenso con il loro anti-europeismo che gli garantirebbero 120 seggi in parlamento senza il premio di maggioranza previsto (50 seggi) che, se aggiunto, permetterebbe di formare un esecutivo forte. La campagna elettorale è già iniziata ed i partiti di centro-destra hanno accusato Tsipras di essere il responsabile della mancata formazione del governo di unità nazionale, dopo la dipartita di due giorni fa.

Ripercussioni sui mercati europei

Come un boomerang l’annuncio di nuove elezioni in Grecia ha fatto precipitare i mercati europei. I paesi maggiormente colpiti sono Italia e Spagna, essendo paesi a rischio, con lo spread che torna ai livelli di gennaio. Tra Btp (italiani) e Bund (tedeschi) in apertura lo scarto era di 445 punti schizzato in pochi minuti a 457. Peggio ancora per la Spagna i cui titoli (Bonos) differiscono dai Bund di 500 punti. Anche i titoli borsistici europei perdono terreno con il Ftse Mib maglia nera del vecchio continente.

Ad amplificare le ripercussioni sui mercati della precaria situazione politica greca, forse hanno contribuito anche le parole dure del Ministro dell’Economia tedesco, Wolfgang Schäuble. Il padre dell’austerity ha confermato che «La Grecia deve attuare il suo programma per rimanere nell’Eurozona, si tratta di un programma concordato. Se la Grecia, e questa è la volontà della grande maggioranza dei cittadini, vuole rimanere nell’euro, allora deve accettare le condizioni». Una presa di posizione netta che esclude l’adeguamento dei piani di austerità nei confronti di Atene auspicata invece da molti economisti e politici europei.

Luca Bresciani