BOLOGNA, 15 MAGGIO – Il clima di tensione è incandescente. A seguito della chiusura della indagini sul pacco bomba intercettato all’aeroporto Marconi il 02 novembre 2010 e diretto a Silvio Berlusconi, una cellula di fuoco ha lanciato minacce al Pm bolognese Enrico Cieri.

Le parole del blog sono agghiaccianti: «E’ un tempo pericoloso per la mafia degli accusatori che presto potrebbero incontrare una fitta pioggia di proiettili o una potente bomba».

L’accusa del Pm bolognese è rivolta a sette anarchici greci appartenenti al nucleo Ccf/FAI, quattro dei nomi compaiono anche nella rivendicazione dell’attentato ad Adinolfi, che avrebbero inviato pacchi bomba ai maggiori leader europei nel 2010. Le sette persone accusate: Georgios Nikolopoulos, di 26 anni; Christos Tsakalos, di 33; Panagiotis Argyrou, di 24; Gerasimos Tsakalos, di 26; Giorgio Karaghiannidi, di 32; Charilaou Chatzimichelaki, di 24; Alexandrou Mitrousia di 23 sono detenute nelle carceri greche, sospettate di far parte delle Cospirazione delle Cellule di Fuoco.

Il pacco bomba indirizzato a Berlusconi era trasportato su un volo cargo della Tnt e fu nome del destinatario “‘Silvio Berlusconi Premier’ s Office Palazzo Chigi Piazza Colonna 370 Rome 00187 Italy” che fece drizzare le antenne. Il volo fu fatto atterrare a Bologna dove gli artificieri della Digos intervennero per scongiurare l’attentato. Il pacco, composto da un libro di diritto greco scavato per fare spazio alla polvere da sparo e all’innesco costruito con una lampadina e otto pile da 1,5 volt, esplose, senza conseguenze, in mano agli agenti.

Luca Bresciani