ROMA, 12 MAGGIO – Il Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, dal salone del libro di Torino ha risposto alle domande dei giornalisti. L’attentato a Roberto Adinolfi, manager di Ansaldo Nucleare è solo la prima di almeno otto azioni minacciate dal FAI (Federazione Anarchica Informale). Ad avallare l’ipotesi di rischio sono arrivate anche le parole del Ministro della Giustizia, Paola Severino.

Il Ministro Cancellieri ha confermato l’attendibilità della rivendicazione anarchica. «La rivendicazione del Fai per l’attentato a Roberto Adinolfi», ha detto, «è attendibile». Anche «Il rischio escalation esiste, è una situazione che richiede molto rigore. Molta attenzione, bisogna lavorare».

Ai giornalisti che hanno chiesto l’esistenza di collegamenti con il movimento No Tav, il Ministro ha risposto che «Al momento no, non si riscontrano collegamenti», puntualizzando, però, che «sono tutti settori sensibili ed essendo sensibili i collegamenti possono esserci o crearsi facilmente».

Rivolgendosi ai cittadini, la responsabile del Viminale li ha invitati a prendere le distanze da simili gesti, anche se la preoccupazione dovuta alla situazione economica nazionale rischia di innescare un pendio scivoloso. « Non credo ci sia un’area di consenso intorno a questi atti», ha affermato il Ministro. «Riteniamo che se questo consenso c’è è circoscritto, molto circoscritto», ha concluso, «Non credo che nelle corde popolari ci sia consenso per queste cose».

Anche il Ministro Severino ha espresso la sua preoccupazione in particolare dovuta alle esternazioni della collega. «So quanto sia seria il ministro Cancellieri e quanto avrà pensato prima di rendere questa dichiarazione, quindi sono molto preoccupata», ha affermato ai microfoni di Skytg24.

È sembrata, però, più prudente sulla rivendicazione. «Ci vuole molta cautela prima di indicare una matrice anarchica piuttosto che un’altra matrice distruttiva», ha spiegato, «Penso che la rivendicazione non sia affatto sufficiente per identificare l’origine di questo fenomeno e gli autori di questo orrendo attentato». Portando come esempio storico gli Anni di Piombo, Paola Severino ha osservato che « Dobbiamo lasciare tempo agli investigatori, sappiamo per l’esperienza del passato che non sempre la rivendicazione ha identificato la sigla, la provenienza e la causa di un fatto del genere».

Rivendicazione Fai

La Rivendicazione porta il nome del FAI, Federazione Anarchica Informale, accanto a quello del FRI, Fronte Rivoluzionario Internazionale. A far scattare la molla per l’attentato, come si legge nella rivendicazione inviata al Corriere della Sera, sono stati una lunga serie di comportamenti irrispettosi del gruppo Ansaldo-Finmeccanica, che con «i suoi tentacoli ovunque si strangola uccide e opprime» . Secondo il nucleo OLGA, nome di un’anarchica greca in carcere dal 2011, il manager Genovese ha assecondato l’istallazione di centrali nucleari in tutta Europa minimizzando i rischi per la cittadinanza.

Il Fai informa che l’attentato va letto come «un piccolo frammento di giustizia, piombo nelle gambe per lasciare un imperituro ricordo di quello che è ad un grigio assassino». Staccandosi da un «anarch-ismo infuocato solo a chiacchiere e intriso di gregarismo» hanno minacciato tante azioni quanti sono i prigionieri del FRI detenuti in Grecia. Ogni azione porterà il nome di un «fratello», affermano, minacciando una vera e propria «lotta contro Finmeccanica piovra assassina».

Luca Bresciani