SIENA, 09 MAGGIO – Circa 50 uomini delle fiamme gialle hanno iniziato a perquisire verso le 07:20 di stamani varie strutture della banca Monte dei Paschi di Siena. Oltre alla sede della storica banca toscana a Rocca Salimbeni, gli agenti della Finanza sono entrati negli uffici della Provincia e del Comune bloccando il sistema informatico e prelevando montagne di documenti.

La Procura della Repubblica di Siena ha diffuso un comunicato nel quale spiega di aver «disposto una serie di perquisizioni presso le sedi legali della BANCA MONTE DEI PASCHI  DI SIENA, della FONDAZIONE MONTE PASCHI SIENA, del comune e della Provincia, di numerose istituzioni finanziarie italiane ed estere con sede sul territorio nazionale, nonché di abitazioni private, in ordine ad una serie di condotte poste in essere a partire dal 2007, in occasione dell’acquisizione di Banca ANTONVENETA dagli spagnoli del BANCO SANTANDER, protrattesi sino al 2012».

Secondo gli inquirenti, prosegue la nota, «Le ipotesi investigative riguardano i reati di manipolazione del mercato (aggiotaggio) ed ostacolo alle funzioni delle Autorità di Vigilanza (Banca d’Italia) in relazione alle operazioni finanziarie di  reperimento delle risorse necessarie alla acquisizione di Banca Antonveneta ed ai finanziamenti in essere a favore della Fondazione Monte dei Paschi».

In totale 147 uomini della Guardia di Finanza stanno facendo emergere le dinamiche stridenti che dal 2007 fino al 2012 hanno rischiato di far capitolare la Banca più antica d’Italia.

La richiesta di delucidazioni da parte degli inquirenti sulla incredibile mossa finanziaria del 2008, quando il gruppo Mps acquistò la Banca Antonveneta ad un prezzo rialzato di circa 3miliardi rispetto al suo reale valore, inizia a dare i suoi frutti. In particolare, i Pm senesi chiedono conto ai vertici del Monte dei Paschi non solo riguardo la regolarità della gara d’acquisizione, ma anche se sono stati tenuti in considerazione gli interessi della banca e degli azionisti durante tutto l’iter di compera.

Il blitz non ha riguardato solo la sede del gruppo. La finanza ha controllato sedi legali del gruppo in altre cinque città: Firenze, Roma, Padova, Mantova e Milano, oltre alle residenze private del presidente Gabriello Mancini, di Antonio Vigni, ex direttore generale di Banca Mps, di Claudio Pieri, attuale direttore generale della Fondazione, di Marco Parlangeli, ex direttore generale, e di Giuseppe Mussari, attuale presidente Abi ed ex presidente di Mps.

La risposta della Banca seppur tempestiva non ha impedito al titolo di perdere più del 7% durante le contrattazioni di oggi. «L’indagine riguarda l’aumento di capitale del 2008 per la parte del fresh da un miliardo di euro. L’ipotesi è di ostacolo all’Autorità di vigilanza », conferma una nota della Fondazione. «La banca», conclude la nota, «assicura come sempre la massima collaborazione e ribadisce la propria fiducia nella magistratura».

Luca Bresciani