BOLOGNA, 09 MAGGIO – Maurizio Cevenini, 58 anni, per tutti noto come il “Cev”, si è ucciso gettandosi dal settimo piano del Palazzo delle Regione in viale Aldo Moro. A rinvenire il cadavere senza vita è stata una guardia giurata della Regione che alle 7:50, durante un normale controllo, ha notato il corpo di Cevenini disteso a terra senza vita.

Con ogni probabilità Cevenini ha compiuto il gesto estremo ieri sera. Il Cev, infatti, era atteso all’Estragon dove si sarebbe tenuta una riunione con un’asta di beneficenza tra i tifosi del Bologna. Alle 21:15 Matteo Fogacci, giornalista sportivo, ha chiamato al telefono Cevenini il quale avrebbe confermato il suo arrivo entro un quarto d’ora. Alle 22:30, prima dell’inizio dell’asta, un’altra telefonata, ma Cevenini non ha più risposto.

A confermare questa dinamica ci sarebbero anche testimonianze di impiegati della Regione che attorno alle 21:30 avrebbero udito un rumore sordo. Nessuno dei presenti ha dato il giusto peso al rumore non avendo visto il corpo mentre cadeva dalla terrazza.

Nell’ufficio di Cevenini sono stati rinvenuti diversi scritti, uno dei quali indirizzata alla moglie e alla figlia con scritto: “Mi scuso per il folle gesto, adesso pensate a loro”.

In viale Aldo Moro sono intervenuti il Procuratore capo Roberto Alfonso, il procuratore aggiunto Valter Giovannini e il pubblico ministero di turno Domenico Ambrosino assieme agli uomini della scientifica. Gli inquirenti stanno cercando, in queste ore, di fare piena luce sulle ragioni del suicidio.

Dall’ottobre 2010, quando fu costretto per motivi di salute ad abbandonare la campagna elettorale per la carica di sindaco, pare che Cevenini mostrasse segni di depressione. Le elezioni amministrative del 2011 rappresentavano l’occasione attesa una vita. Due volte candidato alle primarie cittadine e due volte arrivato secondo. Dopo il Cinzia-gate era lui l’uomo di punta del PD cittadino, ma un’ischemia gli tolse questa battaglia. Già consigliere Regionale, dove detiene il record di preferenze, Cevenini fu comunque eletto in consiglio comunale a fianco di Virginio Merola nel maggio dell’anno scorso.

Tifoso spassionato del Bologna, non perdeva mai una partita allo stadio Dall’Ara e questo attaccamento ai colori rossoblu gli era valso il titolo simbolico di “sindaco dello stadio”. Alla passione per la squadra, Cevenini affiancava quella per la celebrazione di matrimoni civili per i quali era diventato una vera e propria istituzione in città.

Al cordoglio della famiglia si è unito tutto il mondo politico senza distinzione di colore. Il consigliere IDV in Regione e amico personale di Cevenini, Franco Grillini ha esternato il suo dolore, non senza rammarico. «Ahimè tutti noi saremo profondamente segnati da questa cosa, ma impegniamoci a dire che c’è una alternativa e che Maurizio potevamo aiutarlo», puntualizza Grillini. Il consigliere IDV non si è accontentato della spiegazione del gesto come diretta conseguenza di vicende politiche ed ha osservato «Penso che per quanto la politica possa essere pervasiva non vale certo la pena fare gesti estremi. Forse c’erano altre ragioni. Io ci ho parlato a lungo». Pronunciando queste parole non ha nascosto la commozione per la perdita dell’amico.

Luca Bresciani