BOLOGNA, 08 MAGGIO – Piero Marchi, commerciante bolognese di 48anni, si è ucciso ieri pomeriggio nel retro della sua bottega. L’uomo, co-proprietario di un negozio di ricambi per elettrodomestici sito in via Duse, sembra che abbia deciso di farla finita dopo aver ricevuto una cartella di Equitalia.

Un’altra vittima della crisi a Bologna. A poco più di un mese di distanza dal gesto drammatico di Giuseppe Campaniello che si diede fuoco dentro la sua auto di fronte agli uffici di Equitalia, Bologna si tinge nuovamente di nero per la crisi. Questa volta è un commerciante 48enne che esasperato da un cartella esattoriale ha deciso di impiccarsi nel suo laboratorio.

Piero Marchi ha lasciato un biglietto dove si scusa con i familiari per il folle gesto. Proprio la mamma di Marchi ha rinvenuto il corpo dell’uomo nel retrobottega attorno alle 18:00 di ieri. La donna ha chiamato immediatamente i soccorsi, ma per il 48enne non c’era più niente da fare. Non è stato ancora reso noto il contenuto del biglietto, ma, da indiscrezioni, si conosce che Marchi aveva delle pendenze con Equitalia e da qualche tempo si sentiva sotto pressione per una cartella da 20mila euro.

A confermare questa ipotesi è stato lo stesso Marchi nella mattinata di ieri. Durante l’annuale riunione condominiale, infatti, l’uomo avrebbe detto che non riusciva a pagare gli arretrati proprio perché il debito con il fisco lo immobilizzava. Sotto pressione per le richieste di saldo, Marchi avrebbe dato in escandescenze a tal punto da far intervenire una pattuglia della Polizia per far tornare la calma tra i condomini.

La Polizia, che sta cercando di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti, sembra aver scoperto anche altri particolari. L’uomo da tempo aveva minacciato il folle gesto, forse la depressione per i problemi economici potrebbe aver innescato nell’uomo un drammatico meccanismo.

La sorella, sentita dalla Polizia, ha confermato di essere a conoscenza della situazione economica del fratello ed avrebbe avvalorato la tesi secondo cui Marchi si sarebbe ucciso per i debiti. Anche altri familiari e amici conoscevano bene la situazione, ma nessuno avrebbe mai immaginato che alle parole di minaccia sarebbero seguiti fatti così tragici.

Luca Bresciani