PARIGI, 07 MAGGIO – Si è chiusa ieri sera l’epoca Sarkozy. Francois Hollande, esponente del socialismo europeista, ha vinto le elezioni presidenziali con il 51,67% dei consensi contro il 48,33% del suo oppositore.

La piazza della Bastiglia si è riempita dei sostenitori della Gauche francese per festeggiare il ritorno all’Eliseo di un espressione politica riformista che mancava in Europa da molto tempo. «I francesi hanno scelto il cambiamento», queste le parole iniziali del discorso di ringraziamento. «Misuro l’onore e il compito che mi attende. Mi impegno a servire il Paese», ha proseguito, rivolgendo «un saluto repubblicano a Sarkozy».

«Esprimo gratitudine a tutti coloro, uomini e donne, che con il loro voto hanno reso possibile questa vittoria. Molti attendevano questo momento da molti anni. Altri, più giovani, non lo avevano mai conosciuto. Altri ancora delusi, hanno un ricordo duro: sono fiero di restituire la speranza», ha puntualizzato Hollande. I francesi hanno chiesto di cambiare: «Il cambiamento che vi propongo deve essere all’altezza della Francia e comincia adesso. Sarò il presidente di tutti: c’è un’unica Nazione riunita in uno stesso destino».

Il neo presidente Hollande ha messo in chiaro, fin dal suo primo discorso, che anche per l’Europa sarà un «nuovo inizio». «L’Europa ci guarda, l‘austerità non può essere più una fatalità», ha osservato. «La mia missione è dare all’Europa la dimensione della crescita».

Sarkozy, devastato dalla durissima campagna elettorale, ha deciso di lasciare la politica. Prima però ha telefonato al nuovo presidente per augurargli buona fortuna. «Ho sbagliato io, mi assumo tutta la responsabilità di questa sconfitta», con queste parole l’ex presidente ha salutato i suoi elettori stufi forse delle promesse non mantenute e dei suoi comportamenti snobbanti.

Luca Bresciani