ROMANO DI LOMBARDIA, 04 MAGGIO – Luigi Martinelli, 54 anni, ha sequestrato per cinque ore 15 dipendenti dell’Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia, minacciandole con un fucile. Alla base del folle gesto ci sarebbe l’esasperazione per cartelle esattoriali troppo salate che non riuscirebbe a pagare.

Martinelli, entrato nell’ufficio armato di fucile e due pistole poco dopo l’apertura pomeridiana intorno alle 15:30 circa, ha fatto uscire i clienti e trattenuto i dipendenti dell’Agenzia. Secondo testimonianze da verificare, l’imprenditore avrebbe detto «Fuori chi deve pagare le tasse», invitando così i suoi concittadini ad allontanarsi dall’ufficio.

L’imprenditore in grosse difficoltà economiche voleva soltanto attirare l’attenzione sulla sua situazione. «Non voglio far male a nessuno», avrebbe ripetuto più volte Martinelli ai suoi ostaggi, ma la paura è stata grande. Poco dopo l’irruzione sono intervenuti i Carabinieri di Bergamo che già nella prima fase di trattativa hanno ottenuto il rilascio di 14 dipendenti.

Uno dei dipendenti, Carmine Mormandi, 56 anni, rimasto sequestrato, ha tentato di far desistere il sequestratore, ma l’uomo sentitosi sotto pressione ha esploso due colpi in aria. Mormandi ha riacquistato illeso la libertà attorno alle 21:15.

Al brigadiere di Romano di Lombardia, Roberto Lorini che ha condotto la trattativa seguito dai negoziatori del Gis, Martinelli ha fin da subito chiarito «Non voglio niente, voglio solo incontrare i giornalisti per raccontare la mia storia».

La storia di Martinelli è una storia tra le tante, forse troppe, storie di piccoli imprenditori che soffrono una pressione fiscale altissima e che raggiungono il “traguardo” della perdita dell’azienda dopo i cinquant’anni, quando reinventarsi e reinserirsi nel mondo del lavoro diventa molto difficile.

Molti cittadini di Romano di Lombardia hanno seguito la vicenda dalle transenne e non sono mancati i brusii di chi una storia simile a Martinelli la vive ogni giorno.

Anche il Sindaco, Michele Lamera, ha partecipato alla trattativa e, intervistato alla fine della vicenda ha affermato: « Quella verificatasi è una situazione che deve farci riflettere». «La persona, dalla situazione familiare alquanto complessa, ha voluto un momento di visibilità per esternare la sua situazione», ha chiarito il primo cittadino, «ma non ce l’ha con l’Agenzia, né ha fatto richieste precise, chiedendo solo di manifestare il suo disagio incontrando la stampa. A partire dal settore edile, la crisi qui morde molto, ma non si possono risolvere i problemi in questo modo».

Luca Bresciani