ROMA, 03 MAGGIO – Tra luglio e dicembre 2012 il Governo Monti tenterà di risparmiare 4,2miliardi di euro. Per raggiungere questo obiettivo è stato nominato Commissario straordinario alla spending review Enrico Bondi, il risanatore del crack Parmalat.

Nella nota di Palazzo Chigi si legge che «La riduzione, non lineare ma selettiva, sarà realizzata potenziando la linea di risparmio seguita dal governo nei primi mesi di attività: ad esempio i risparmi prodotti dalla Presidenza del Consiglio grazie alla diminuzione delle consulenze e ai tagli all’organico, la riduzione degli stipendi dei manager pubblici, i tagli sui voli di stato e sulle “auto blu”, la soppressione di enti, o la riforma delle province».

Entro 15 giorni, Bondi dovrà presentare un cronoprogramma da sottoporre alla presidenza del consiglio che verrà aggiornato ogni mese, ha confermato il Sottosegretario Catricalà. I tagli stimati dovranno riguardare circa la metà del risparmio totale, aggirandosi intorno ai 2miliardi di euro, ma non riguarderanno «la Presidenza della Repubblica, la Corte costituzionale e il Parlamento».

I tagli riguarderanno, però, « tutte le amministrazioni, autorità, anche indipendenti, organismi, uffici, agenzie o soggetti pubblici comunque denominati, gli enti locali, nonché le amministrazioni regionali sottoposte a piani di rientro dal disavanzo sanitario per le voci relative alla spesa sanitaria». Ogni Ministero dovrà, entro il 31 maggio, presentare una relazione sui tagli alla spesa.

La ratio che guida il governo Monti è riuscire a rimandare l’ulteriore aumento di due punti percentuali dell’iva, previsto per gennaio 2013, ma potrebbe non bastare. Per annullare completamente l’aumento dell’iva occorrono 3,28miliardi per il 2012, 13,12miliardi nel 2013 e 16,4miliardi nel 2014.

La vera novità riguarda le segnalazioni. Ogni cittadino avrà la possibilità, accedendo al sito del Governo, di segnalare quelle che sono le spese superflue nell’amministrazione pubblica. La sezione “esprimi un’opinione” dovrà dunque facilitare il compito ai tecnici nominati da altri tecnici. Fino qui sembra tutto normale, anzi dare la possibilità di esprimersi alla popolazione rappresenta uno dei cardini della democrazia.

Ma vista da un altro angolo, la mossa del governo può apparire come una dimostrazione di incapacità. Nonostante le polemiche che possono nascere da questa scelta, sta di fatto che il super consulente esterno Enrico Bondi riceverà un compenso altissimo assieme a tutto il suo entourage, contribuendo così a far crescere la spesa pubblica. Senza contare, inoltre, che i cittadini segnalano, da anni ormai, gli sprechi in Parlamento: pensioni, vitalizzi, stipendi da capogiro, senza che queste segnalazioni venissero ascoltate da nessun partito politico.

Luca Bresciani