BOLOGNA, 21 APRILE – Lo striscione di apertura parla chiaro “L’alternativa c’è – Paghi chi non ha mai pagato”. Questo il messaggio di molti lavoratori bolognesi al governo Monti. Doppia mobilitazione. Anche a Casalecchio il sindacato guidata da Susanna Camusso ha radunato circa 2mila persone all’esterno del centro commerciale Meridiana.

Sul numero di partecipanti ai cortei non ci sono dati certi, ma il segretario generale di Bologna, Danilo Gruppi, parla di 15mila persone tra le due manifestazioni. I lavoratori hanno esternato i loro dubbi e le loro preoccupazioni riguardo alla riforma del mercato del lavoro che, seppur rivista, è ancora insufficiente e non pone le basi per la tanto agognata crescita economica che tradotta “in soldoni” significa aumento dei posti di lavoro.

Molte le categorie presenti: pubblico impiego, metalmeccanici, trasporti, tessile, ma anche precari della conoscenza. I dati sull’adesione allo sciopero variano. Nei settori industriali è stato superato il 70%, negli altri, come commercio, servizi, agroalimentare, le stime parlano di una forbice tra il 40 ed il 90%.

Il corteo cittadino è terminato in viale Masini di fronte alla sede del Ministero del Lavoro. Vincenzo Colla, segretario regionale Cgil, ha preso il microfono ed ha esordito dicendo: «Piove, governo inadeguato». Il problema è sovranazionale e «Quella che arriva dall’Europa è una ricetta inaccettabile, che non funziona e avvita su se stessi i Paesi», ha sottolineato Colla.

Si è poi rivolto al Ministro Fornero avvertendo «Non è questo il modo giusto di affrontare la questione. Abbiamo già portato a casa delle modifiche parziali, ora ci sono le nostre proposte in parlamento. Se il governo chiederà la fiducia sulla riforma Fornero noi proclameremo lo sciopero generale in tutta Italia». No ai ricatti politici, ma si all’ascolto dei lavoratori, questo il senso del discorso di Colla.

Attorno alle 9  e 10, prima dell’inizio del corteo, è apparsa una figura in piazza XX settembre. È il sindaco Virginio Merola che ha detto ai giornalisti «Qui c’è una parte importante della città, che avanza richieste condivisibili, perché per uscire da questa crisi bisogna creare occupazione e ridurre le tasse sul lavoro». Anche il segretario del Pd Raffaele Donini era presente, in quanto cittadino, al corteo.

Luca Bresciani