BOLOGNA, 18 APRILE – Un vero e proprio coup de theatre nella vicenda Faac. Dopo la donazione incredibile alla curia di Bologna, oggi è la cugina del patron Mannini che rivendica l’eredità. Mariangela Mannini, assistita dal legale Rosa Mauro, ha depositato un atto di citazione presso il tribunale in cui chiede l’annullamento del testamento.

«Abbiamo chiesto l’annullamento del testamento e l’apertura di un procedimento affinché vengano avviate le pratiche di successione patrimoniale che spetta ai legittimi eredi», ha annunciato l’avvocato Rosa Mauro. Le motivazioni sono molte. Secondo la cugina la firma sul documento non corrisponderebbe a pieno con la grafia del cugino scomparso, soprattutto ci sarebbero molte divergenze tra la firma e il testo.

Il documento è stato controllato da tre periti diversi: un perito calligrafico, uno psichiatra e un perito chimico per la datazione dell’inchiostro. «Qualcosa non va, a cominciare da una differenza rilevabile ictu oculi tra la firma e il testo», ha osservato Rosa Mauro.

«Noi non abbiamo alcuna certezza, solo dubbi. La mia assistita ha avuto l’impressione che la grafia non fosse corrispondente, e la valutazione di alcuni esperti l’ha confortata», ha commentato Rosa Mauro. Inoltre, «Quando una persona vuol beneficiare di una scrittura privata, come in questo caso un testamento olografo, se qualcuno ne mette in dubbio l’autenticità, l’onere della prova spetta proprio a chi ne vuol beneficiare», ha puntualizzato il legale.

Il testamento in questione fu consegnato al notaio Sergio Bertolini nel 1998, un anno tormentato per la famiglia Mannini. La cugina infatti fino al ’98 ha vissuto un rapporto idilliaco con Mannini, lo stesso anno della scomparsa della madre di Michelangelo Mannini. Dopo, divergenze di opinioni imprenditoriali hanno diviso i due che non si sono più incontrati.

Luca Bresciani