ROMA, 16 APRILEValter Lavitola è atterrato questa mattina all’aeroporto di Fiumicino. Ad attenderlo  all’arrivo da Buenos Aires i carabinieri della compagnia locale di Bari che dovevano notificargli l’ordinanza di custodia cautelare per l’affaire Tarantini.

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Ad aspettare il fuggiasco Lavitola, ex pupillo di Berlusconi, erano presenti anche i finanzieri e i poliziotti giunti da Napoli per prelevarlo e condurlo nel carcere di Poggio Reale dopo avergli notificato l’ordinanza di custodia cautelare, che coinvolge anche altre 18 persone. Due hanno l’obbligo della firma, per gli altri 16 sono stati decisi gli arresti domiciliari. Fra loro c’è anche il senatore del Pdl Sergio De Gregorio: per l’azzurro la richiesta d’arresto è stata già inoltrata al Senato della Repubblica.

Un dossier da 267 pagine suddiviso in due filoni d’inchiesta, uno della Guardia di Finanza che riguarda i finanziamenti editoriali percepiti dal giornale “L’Avanti” nel periodo 1997-2009, l’altro della Polizia di Stato che riguarda gli affari sporchi di Lavitola in Sudamerica. Uno degli episodi tratterebbe di presunti tangenti per i politici panamensi che in cambio avrebbero dovuto favorire Lavitola e i suoi per un appalto da 186 milioni di dollari finalizzato alla costruzione di quattro carceri nel paese centroamericano. Fra i politici risultano coinvolti il presidente panamense Riccardo Martinelli, di chiara origine italiana, che avrebbe dovuto avere, secondo l’impianto accusatorio dei magistrati napoletani, 20 milioni di dollari e 8 milioni di dollari per un elicottero firmato dagli interni in pelle.

Redazione