MILANO, 16 APRILE – Sarebbe Pierangelo Daccò, secondo la Procura di Milano e secondo le dichiarazioni choc del suo fiduciario Giancarlo Grenci, l’uomo chiave del buco di 70 milioni di euro creato nella Fondazione Maugeri, il titano della Sanità che dalla sede centrale di Pavia gestisce 19 istituti sparsi in tutta Italia.

L’inchiesta ha portato all’arresto di nove persone, tutte accusate di associazione a delinquere e a vario titolo di frode fiscale ed emissione di fatture per operazione e consulenze ritenute inesistenti. Tra questi spicca Pierangelo Daccò, già in carcere per lo scandalo del San Raffaele, che veniva considerato l’anello di congiunzione per garantire rimborsi e finanziamenti ad enti che facevano fatica ad ottenerli. Secondo l’accusa Daccò riceveva in cambio un premio di mediazione del valore di 70 milioni di euro, soldi regolarmente contabilizzati ma misteriosamente spariti dalle casse della Fondazione Maugeri. Ora nell’ambito dell’inchiesta sulla sanità lombarda, secondo quanto si legge dai verbali resi noti dal Corriere della Sera, emergerebbero nomi importanti come quello del Governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni, del fratello Carlo e di una non meglio precisata parente, ai quali Daccò avrebbe pagato viaggi da sogna e vacanze intercontinentali con tanto di ricevute.

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Le rivelazioni arrivano dalla gola profonda Grenci, interrogato il 14 dicembre scorso dai pm di Milano. Oltre a Daccò sono finiti in manette Antonio Simone, ex assessore regionale Dc alla sanità in Lombardia negli anni ’90, Costantino Passerino, dirigente della Fondazione Maugeri e due suoi consulenti. Per il patron della fondazione pavese, Umberto Maugeri, sono stati disposti gli arresti domiciliari dopo una breve latitanza.

Redazione