Frassanito CarmelaTARANTO, 16 MARZOCarmela Frassanito aveva solo tredici anni e alle spalle un’ombra insopportabile nella sua giovane vita: uno stupro ad opera di cinque ragazzi, tra cui due minorenni. Ma tranne sua madre e il padre adottivo, il padre naturale è morto molti anni fa, nessuna la credeva.

“Ci chiediamo ancora il perché, visto che è stato tutto accertato. Uno non viene creduto se non ci sono i riscontri, nel nostro caso i riscontri sono evidentissimi”, commenta il padre adottivo. “Quello che chiediamo è che vengano accertate le responsabilità delle istituzioni”, conclude l’uomo.

Nella casa famiglia in cui era stata portata dopo lo stupro le venivano somministrate dosi massicce di psicofarmaci. La sera del 15 aprile del 2007, sei mesi dopo gli stupri, Carmela decise di farla finita. Era a casa di amici insieme ai genitori, “vado un attimo in bagno” disse poi quel volo giù dal settimo piano.

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I cinque stupratori sono attualmente liberi. Per i due minorenni era stata disposta la messa in prova mai scontata. A Taranto da tre anni è in corso il processo contro i tre maggiorenni: un’udienza ogni sei mesi. “Questa – si sfoga il padre di Carmela – non è giustizia”. “A me fa rabbia che dopo cinque anni nessuno abbia fatto un solo giorno di carcere per aver stuprato mia figlia e per averla uccisa. Anche se tecnicamente cercano di farlo passare per suicidio ci sono state tantissime mani invisibile che l’hanno spinta da quel balcone.

Redazione