MILANO, 12 APRILE – Secondo l’Uif (Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia) Silvio Berlusconi ha versato in pochi mesi 127mila euro alle super testimoni del processo Ruby. La Procura di Milano ha subito acquisito la documentazione che proverebbe l’invio del denaro a Nicole Minetti e alle sorelle De Vivo, disponendo la notifica ai legali dell’ex Premier delle “indagini suppletive” del processo.

La storia sembra semplice: dal conto corrente di Silvio Berlusconi, acceso presso il Monte dei Paschi di Siena, sono partiti, tra ottobre e novembre scorso, due bonifici indirizzati alla consigliere regionale della Lombardia Nicole Minetti. Il primo di 15mila euro riportava la causale “prestito infruttifero”, il secondo di 40mila euro non ha causale. Nel Ruby Gate, la Minetti è un testimone chiave, mentre nel processo parallelo è indagata, con Lele Mora e Fede, per favoreggiamento della prostituzione.

Altri soldi, sempre in due bonifici, sono stati inviati anche al padre delle sorelle De Vivo, anche loro testimoni chiave del “processo Ruby”. Enzo De Vivo ha ricevuto sul suo conto corrente 72mila euro, tra luglio e ottobre, provenienti dal conto di Silvio Berlusconi, con la causale “regalìa”. Le figlie avevano avvertito il padre dell’arrivo del denaro, infatti, De Vivo interrogato dal Pm Ilda Boccassini ha confermato di aver ricevuto lui il denaro «per evitare pettegolezzi», ma si trattava soltanto di un aiuto economico.

La notizia non può che provocare polemiche dal momento che Silvio Berlusconi ha appena ottenuto la prescrizione nell’altro processo, il processo Mills, che lo vedeva accusato di corruzione di un testimone.

Ghedini, però, minimizza e avverte che «si tratta di somme erogate palesemente tramite bonifici bancari, totalmente tracciati, da un conto personale dello stesso Presidente Berlusconi. L’accostamento fra versamenti e qualifica di testimoni nel processo cosiddetto ”Ruby” è assolutamente pretestuoso e privo di ogni fondatezza». Del resto, continua il legale del Cavaliere, «è assai usuale e non desta alcuna problematica che vi siano rapporti economici intercorrenti fra soggetti indagati o imputati e testimoni».

Non solo, l’avvocato dell’ex Presidente conclude asserendo che « In realtà, il Presidente Berlusconi con la consueta generosità ha ritenuto di aiutare, in totale trasparenza e proprio mediante palese bonifico bancario, delle persone che, a cagione del clamore mediatico creato su inesistenti vicende processuali, stanno vivendo momenti di grande difficoltà familiare, professionale ed economica. Nulla quindi di men che lecito». Un benefattore in piena regola, insomma.

Luca Bresciani