NAPOLI, 6 APRILE – Oggi, la svolta: la partenza di un piano di riqualificazione, il progettoGrande Progetto Pompei” (da 105 milioni di euro) che dovrebbe completarsi entro dicembre 2015. E’ stato fatto tutto in tre mesi: l’ideazione, la valutazione e l’approvazione.

Pompei, sito archeologico di 66 ettari e con oltre 2 milioni di visitatori, aspettava un aiuto da anni dopo crolli, scandali e proteste.  Le immagini delle sue Domus franate a causa dell’incuria e del tempo hanno fatto presto il giro del mondo. Si sono dati da fare sia il Governo italiano sia la Commissione europea. Oggi la presentazione dei primi cinque bandi, alla presenza di Monti e di quattro ministri, e anche del “Protocollo della Legalità” che ha tutte le intenzioni di impedire infiltrazioni della criminalità organizzata.

“Presto potremo avviare i lavori”, questo ha promesso Monti. Il progetto in realtà fu avviato dal precedente Governo. Come il governatore della Campania, Stefano Caldoro, ricorda, nacque tutto in una “notte difficile con l’ex ministro gli Affari regionali, Raffaele Fitto” in cui si decise di mettere a punto qualcosa per Pompei. “Questo Governo ha colto l’occasione e ha quindi proseguito, in tempi straordinariamente rapidi, il lavoro”. Prima di tutto, “affinchè uno scenario nuovo si apra è necessario che Pompei rimanga in piedi”, ha affermato Monti.

Il progetto sarà un prototipo del metodo che il Governo ha scelto di adottare per tutto il Sud. Un metodo, “che mira ad affrontare le cause e le conseguenze del mancato sviluppo moltiplicando i casi di buona amministrazione che attraggono investimenti innovatori”. Del resto ”Pompei, nonostante le sue condizioni e la scarsa qualità dei servizi offerti attira in media 6mila visitatori al giorno, ha ricordato Monti, con punte di 20mila in alcuni giorni dell’anno. Bisogna dunque impegnarsi affinchè i visitatori scelgano di trattenersi sul territorio. Questa ipotesi porterebbe lavoro alla gioventù locale che soffre di una gravissima disoccupazione. Si tratterebbe dunque di una vera e propria boccata di ossigeno per quel territorio.

C’è un Sud che si vuole riscattare, vuole cancellare le pagine degli sperperi”, ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. E non a caso, Monti ha concluso così: “Realizzare il progetto Pompei è un segnale forte che indica come nel Sud sia possibile e fattibile oltre che necessario avere il coraggio e le forze per fare le cose difficili che servono”.

Alessandra Massagrande