ROMA, 06 APRILE – Emma Marcegaglia, presidente uscente di Confindustria, disapprova duramente le nuove modifiche al disegno di legge, mentre Monti elogia la riforma e non esclude di chiedere la fiducia al Parlamento per la sua approvazione. Il premier è convinto di poter contare sull’appoggio dell’opinione pubblica e dei partiti in quanto sono «passi vitali e necessari verso un’Italia più moderna».

Il nodo da sciogliere resta l’art.18 dello Statuto dei lavoratori. Le ultime modifiche, infatti, hanno reinserito la possibilità di reintegro per quei lavoratori che sono stati ingiustamente licenziati per motivi economici. Nonostante il Premier Monti abbia spiegato che « il reintegro è previsto solo in caso di manifesta insussistenza, le aziende non dovrebbero preoccuparsi», le polemiche non sono mancate.

TESTO DELLA RIFORMA

Emma Marcegaglia è passata al contrattacco: è una «pessima riforma», ha osservato. Gli imprenditori minacciano di non rinnovare i contratti a termine per paura dei contenziosi. « Faremo di tutto perché il Parlamento possa modificare questa riforma», aggiunge la Marcegaglia, «non coglie la complessità del mondo del lavoro». «Se fai una riforma del mercato del lavoro, le imprese sono deluse e pensano di non assumere un problema c’è», osserva Confindustria, «i passi avanti sono veramente minimali».

Monti di avviso diverso difende l’operato del suo Governo e durante l’intervista al Tg1 di ieri sera ha spiegato: « Rispetto la Confindustria, rispetto tutte le parti sociali. Naturalmente sono consapevole che si tratta di sindacati: sindacato dei datori di lavoro e sindacato dei lavoratori. Quindi il mestiere del governo è un mestiere diverso: capire l’interesse generale». Il Presidente del Consiglio Monti ha aggiunto che «La presidente Marcegaglia è rimasta perfettamente al corrente della riflessione del governo, sono stati consultati. Marcegaglia si assuma la responsabilità di quello che ha detto, Confindustria fino a tre mesi fa si sarebbe sognata una riforma del genere».

Susanna Camusso, leader Cgil, ha commentato benevolmente la notizia del reinserimento della possibilità di reintegro, ma il testo nel suo complesso è ancora insufficiente. «il dualismo tra chi è protetto dagli ammortizzatori sociali e i lavoratori discontinui che non lo sono rimane sostanzialmente inalterato», sottolinea il Sindacato, «Trovo particolarmente grave che sia stato detto che i giovani sarebbero stati al centro della riforma e invece sono stati solo usati come sulle pensioni». Solo la grande mobilitazione ha permesso di far fare un passo indietro al Governo, conferma il leader Cgil, che ora deve giustificarlo agli imprenditori. «È Un modo per dire che la modifica non è così rilevante», ha concluso la Camusso.

Luca Bresciani