MILANO, 04 APRILE – Uno sporco affare quello che ha colpito la Lega. Le procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria indagano la tesoreria del Carroccio per riciclaggio, truffa allo Stato e appropriazione indebita. Nell’occhio del ciclone ci sarebbe anche la famiglia Bossi che avrebbe utilizzato denari del partito per ristrutturare la sua abitazione di Gemonio. Perquisita la sede storica della Lega in via Bellerio.

Roma ladrona! Lo slogan, che il leader Umberto Bossi sventagliava con superiorità negli anni passati, ha perso, a questo punto, ogni significato. Dopo lo scandalo Boni, adesso è la tesoreria del partito che dovrà fare i conti con la giustizia.

Secondo la Procura di Milano, infatti, «i conti della Lega sono completamente opachi dal 2004». Gli inquirenti intendono «procede per il reato di appropriazione indebita aggravata a carico di Belsito Francesco, Scala Paolo e Bonet Stefano, con riferimento al denaro sottratto al partito politico Lega Nord», si legge nella nota, «per il delitto di truffa aggravata ai danni dello stato a carico dello stesso Belsito con riferimento delle somme ricevute a titolo di rimborso spese elettorali». E, conclude il procuratore Edmondo Bruti Liberati, «per truffa ai danni dello Stato a carico di Bonet Stefano e Belsito Francesco con riferimento alle erogazioni concesse allo Stato sotto forma di credito di imposta in favore della società Siram con sede a Milano».

«Fin da quando ha cominciato a ricoprire l’incarico di tesoriere (Belsito) ha alimentato la cassa con denaro non contabilizzato e ha effettuato pagamenti e impieghi anch’essi non contabilizzati o contabilizzati in modo inveritiero», si legge ancora nella nota. L’esposto di un esponente della Lega, nello scorso gennaio, denunciava alcuni investimenti di denaro della Lega a Cipro e in Tanzania e proprio da quei movimenti sarebbe emerso un giro d’affari illeciti ben più importante.

Immediate le reazioni dello stato maggiore del Carroccio. Molti esponenti, tra cui Maroni, dopo l’avviso di garanzia a Belsito hanno chiesto e ottenuto le sue dimissioni. Le sorprese, però, non sono finite. Secondo la procura in questi anni ci sarebbero stati «esborsi effettuati per esigenze personali di familiari del leader della Lega Nord». A beneficiare di questi soldi sarebbe stata la famiglia Bossi che oltre a cene, vacanze e alberghi avrebbe anche ristrutturato la casa di Gemonio in provincia di Varese.

Luca Bresciani