BARI, 2 APRILE – La procura di Bari ha emanato nuove ordinanze di custodia cautelare nell’ambito dell’indagine sul calcio scommesse: intorno alle quattro e trenta di stamattina nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse sono stati emessi provvedimenti restrittivi nei confronti di Andrea Masiello (ex difensore del Bari, ora all’Atalanta) e dei suoi amici e scommettitori, Fabio Giacobbe e Giovanni Carella.

IL DIFENSORE E I SUOI AMICI – Il reato contestato è associazione a delinquere finalizzata all’illecito sportivo. Masiello è accusato di aver truccato le ultime partite dello scorso anno del campionato di serie A, quando il Bari era ormai retrocesso, vendendo informazioni ad alcuni gruppi di scommettitori

Giacobbe e Carella, dal canto loro, non si sarebbero limitati a scommettere sui risultati delle partite incriminate: i due, in vista dell’incontro con la squadra del Bari, si sarebbero recati a Bologna proprio per cercare un’intesa con un calciatore della squadra emiliana, il difensore Daniele Portanova, indagato anche lui dalla Procura barese. Il gip del Tribunale di Bari Giovanni Abbattista ha fissato il calendario degli interrogatori di garanzia: domani martedì saranno interrogati Carella e Giacobbe, mercoledì mattina sarà la volta del calciatore.

A rendere ancora più grave la posizione di Masiello sono le dichiarazioni di Hristiyan Ilievski, capo degli “Zingari” e ricercato da tutte le polizie europee, per il quale il difensore ex Bari  era «uno che aveva le idee molto chiare su quello che voleva e su quello che doveva fare» e l’unico con il quale aveva avuto a che fare.

L’ex difensore biancorosso sta collaborando con i magistrati e ha ammesso di aver realizzato volontariamente l’autogol in Bari-Lecce (0-2): “Ho sfruttato un’occasione che mi si è posta per poter cristallizzare definitivamente l’esito di sconfitta per il Bari e per poter ottenere il pagamento promessomi”

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L’INDAGINE – Il procuratore di Bari Antonio Laudati ha rivelato che «l’indagine è partita da una segnalazione pervenuta su Bari-Livorno 4-1 di Coppa Italia di due anni fa. Durante l’intervallo fu registrato un flusso anomalo di scommesse».

Le partite incriminate sono le ultime nove del campionato di calcio 2010/2011, in particolare Bari-Lecce 0-2 (15 maggio 2011), Bari-Genoa 3-0 (2 maggio 2010), Cesena-Bari 1-0 (17 aprile 2011) e Bologna-Bari 0-4 (22 maggio 2011). C’è anche Udinese-Bari del 9 maggio 2010, una delle ultime del campionato 2009/2010, terminata 3-3: alcuni biancorossi, tra cui, secondo Masiello, anche l’attuale difensore bianconero e della nazionale Leonardo Bonucci, si organizzarono per un over, scommettendo sulla realizzazione di più di tre gol.

Oltre a Masiello e Portanova, i calciatori iscritti nel registro degli indagati, tutti con un passato nel Bari, sono Alessandro Parisi, Simone Bentivoglio, Marco Rossi, Abdelkader Ghezzal, Marco Esposito, Antonio Bellavista e Nicola Belmonte.

Dalla tempesta di fango che si è abbattuta sul Bari non si salvano neppure i tifosi. Il gip di Bari Giovanni Abbattista rivela che, dopo la matematica retrocessione del Bari, «alcune frange degli stessi ultrà del tifo barese» minacciarono i calciatori baresi, affinché perdessero le successive partite di campionato, «in modo da consentire ai tifosi di lucrare anch’essi vincite in denaro, puntando sulla sconfitta della loro squadra».

Il direttore generale pugliese Claudio Garzelli difende il Bari, secondo lui parte lesa della vicenda: “Corriamo il rischio di essere danneggiati due volte: dai calciatori che hanno commesso reati e dalle sanzioni della Federazione per la responsabilità oggettiva”.

Giovanni Gaeta
Redazione Centrale