ROMA, 2 APRILE – “Rimane sempre il rammarico di non averlo salutato prima”. Il dolore traspare dalla voce di Pino Wilson, il capitano della Lazio campione d’Italia, punto di riferimento di RadioSei, l’emittente madre dei cuori laziali. 

Polemico Guido De Angelis, commentatore di punta della radio capitolina, legatissimo a Giorgio Chinaglia: “Giorgio credo che questa storia l’abbia completamente distrutto dentro. Si può morire di crepacuore: credo che Giorgio sia morto così”.

Il riferimento è a quella brutta storia che ha rischiato di offuscare il mito di Giorgio Chinaglia, una bufera mediatica che lo vide a capo di una cordata che, secondo le accuse, tentò l’acquisto della Lazio con i soldi dei Casalesi. Chinaglia era fuggito in Florida per evitare un ordine di cattura, dove ha trovato la morte tra le braccia del figlio. Quel gigante indomabile in campo e compagnone fuori, senza più un dollaro in tasca si è spento lontano dai suoi amici di sempre.

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“Giorgio Chinaglia era il giocatore più amato della storia della Lazio. Non c’è Piola, non c’è nessun altro. Era ribelle e sapevo che quello che faceva Giorgio in campo l’avremmo fatto noi sugli spalti”, continua De Angelis

In molti ricordano quel gestaccio fatto al tecnico Valcareggi in occasione della sostituzione durante la prima gara dei mondiali del 1974. Pochi sanno che il giorno dopo, a mezzanotte, Chinaglia bussò alla porta del ct della nazionale per dirgli questa è la formazione che dovrà giocare nella prossima partita.

Addio Giorgio, ci mancherai

Redazione